Tail Water Tevere

Ogni pescatore dovrebbe possedere un minimo di nozioni sugl’insetti, in modo da poter usare appropriatamente gli artificiali che pensa, e poi che si costruisce.  Non si tratta di diventare degl’entomologi, ma molto più semplicemente di averne una conoscenza più approfondita. Cosi come è fondamentale la conoscenza del lancio per l’uso delle mosche. In questo work shop le mosche non sono di peso e taglia rilevante e non avremo problemi di questo tipo, siamo fortunati, perché le mosche devono essere viste anche nell’ottica del lancio; perché esiste una relazione tra lancio e artificiale visto che la struttura che intercorre tra una mosca e un’altra mosca, in rapporto al volume, la taglia, il peso, i materiali con cui è costruita fa la differenza. Poi si dovrà considerare anche il fatto che magari una penetri l’aria meglio dell’altra, e l’intensità, la velocità dell’esecuzione del lancio non sarà la stessa. E’ tutta conoscenza che ci aiuterà a vivere “lancio e morsetto” in simbiosi. Un semplice esempio? : l’uso di una Chernobyl in foam, di certo, o una mosca di maggio o una grande perla spesso, saranno difficili da gestire correttamente con lanci veloci , filali lunghi e sottili, anche se i volumi ti aiutano per delle pose curve, difficilmente riusciremo a fare un raggruppato sotto l’altra riva con lo stesso finale. A chi qualche volta riesce comunque non sarà la regola. Ci dovremo adattare. Ne riparleremo al workshop sulle mosche di maggio.

Molto importante per il risultato del nostro hobby è saper riconoscere  gli insetti, sarebbe quasi sufficiente riconoscere i tre fondamentali, quelli presenti in tutte le acque di buona qualità. Plecotteri, tricotteri ed Effimere. Le effimere (quelle che andremo a vedere oggi)   sono facilmente riconoscibili per le posizioni delle ali e della loro siluette  e le loro imitazioni puntano a interpretare questi punti di riconoscimento. Le imitazioni di effimere: qui diventa un problema poter sintetizzare, basta vedere in quanti modi è imitato un semplice insetto in giro per il mondo, solo oggi nelle nostre scatole nessuno di noi avrà la stessa mosca per imitare un unico stesso  insetto, ognuno di noi lo avrà interpretato a modo sue e l’avrà costruito in funzione in riferimento dello stesso e delle acque dove va a pescare, e magari quasi tutti funzioneranno; più o meno. D’altronde è importante scegliere l’artificiale conoscendone perfettamente le sue caratteristiche specifiche e quelle strutturali, più difficile anche per il pescatore esperto, anche se penso : < ogni volta che catturiamo un pesce ho la convinzione che lui abbia visto bene ma che abbia interpretato male salendo alla nostra imitazione galleggiante>. Dovremmo arrivare a costruire con la consapevolezza di quello che stiamo facendo e perchè. Quando siamo davanti al morsetto dobbiamo pensare  dove utilizzeremo l’artificiale (acque piatte, torrente, fondovalle) e questo dovrà  avere le caratteristiche dell’indirizzo specifico.  Il risultato non dovrà essere una casualità.

Certo, e sono sicuro , vale sempre il senso d’inventiva personale , in quanto in questo settore non esiste niente di assoluto e personalmente ritengo tutto sia opinabile, ma oggi sono io il capo e quindi state ad ascoltarmi.

Mi ricordo che quando eravamo agl’inizi, sia Pragliola,  che Lumini, e pure  De Rosa fecero un gran lavoro, con i loro scritti, per aiutarci a riconoscere l’imitazione relativa all’insetto. Per esempio: con la Ephemerella o Serratella Ignita consigliavano per la dun un orange quill, una BWO per la dun e uno sherry spinner per l’imago, e dividevano “l’ignita” dalla “notata” e quest’ultima veniva imitata con la Yellow Evening Dun e lo spinner con lo Yellow Evening Spinner; tutte rigorosamente su amo 14.  Sinceramente la Notata non l’ho mai vista, nonostante il nome,  e francamente queste letture, con il senno del poi, invece di aiutarmi mi hanno mandato in confusione all’inizio, anche se poi con lo  stimolo ad informarmi maggiormente qualche cosa ne è venuto fuori. Oggi pratico questa professione. Anche se poi per sintetizzare ho seguito, e mi ha aiutato,  lo schema degl’inglesi “ignoranti” , questi hanno semplificato,  ed hanno diviso le famiglie delle baetidi, delle ephemerellidae in : large olive , medium olive e pale wateries, con la taglia delle mosche che vanno dal 12 al 20 . Oggi parleremo di quest’ultime, perché sono quelle che ci interessano per la Twt. ………..3 o 4 generazione  disquisizione sulla scelta del fiume, sulla temperatura, e livelli dell’acqua, A voce

Pale Wateries

è il nome dato a determinate effimere, diverse come genere e specie, ma molto somiglianti tra loro tanto da non distinguerne a prima vista le differenze, d’altro canto è un gruppo talmente importante da non poterne prescindere la conoscenza per la necessità di possederne almeno un artificiale appropriato, secondo il fiume dove si va a pescare. I neofiti della pesca a mosca e io, per insufficiente conoscenza dell’entomologia, potremmo ben definirle: “gialline” o “rosine” quando le vediamo volare sul fiume, anche se quando le teniamo in mano tenderanno ai colori oliva/nocciola.

Con il nome di Pale Wateries ci si riferisce a tutte quelle effimere molto chiare e di piccola taglia (5-7 mm.), zampe e corpo colore crema o oliva chiaro, con ali grigio chiaro allo stadio vitale di subimmagine. Allo stadio di imago sono pressoché simili tranne che nelle ali molto trasparenti e, nei maschi, hanno occhi a turbante giallo o arancio, con addome trasparente e la parte finale color nocciola più o meno intenso. Ma questo non so quanto ci possa servire, se non per attenerci nella costruzione all’entomologia per puro piacere personale. Per qualcuno  sarebbe il bello o il brutto della pesca a mosca, secondo le opinioni,  che gl’occhi dell’imitazione dell’effimera facciano la differenza e rendere più   efficace l’imitazione.  Conosco degl’amici che ne sono convinti e non vedono l’ora di potervelo, potermelo dimostrare, voi intanto aspettate………..  Qualcuno avrebbe affermato che tolgo la poesia alla pesca a mosca, e che quelli che semplificano sono figli del Castellani. Comunque non sapevo di essere a capo di una dinastia di pescatori

In Italia, nel gruppo delle Pale Wateries, vengono considerate principalmente le effimere della specie Baetis fuscatus,  Centroptilum luteolum,  Pseudocentroptilum pennulatum,  Pseudocentroptilum pulchrum, ma ciò non esclude che altre specie possano rientrarvi e comunque saranno tutte appartenenti alla famiglia Baetidae. Questo c’è scritto nel sito della Sim, ed essendo seri e competenti non posso che  accettarlo, ma ho sempre creduto che nel gruppo ci fossero pure le ephemerelle, se non ci sono  ce le introdurrei volentieri, tanto i pesci non lo sanno. Mi fermo alla mia convinzione di pescatore “ignorante”, ma ammiro chi vorrà approfondire lo studio degl’insetti, i testi non mancano, magari tornerà a raccontarcelo. Le Ephemerelle hanno tre cerci e le Baetidi due, entrambe undici segmenti per l’addome, le ali sempre quattro nelle ephemerelliade, mentre possono essere anche solo due, o due grandi e due più piccole nelle baetidi, così ci aiutiamo dando alcuni indizi per andare ad iniziare a studiare. Comunque sappiate che l’individuazione della specie è assai difficile. Queste classificazioni hanno messo in crisi più di un entomologo. Per la pesca tutto dovrebbe, anzi è, più semplice.

A giugno, con i primi caldi dell’estate, cominciano ad essere presenti le Pale Wateries, ma sarà a luglio ed agosto (mesi critici per chi pesca a mosca in molti fiumi, ma non la TWT) che cominceranno le schiuse massicce di tutte le specie suddette, che continueranno fino all’autunno inoltrato.

Un bel pomeriggio di piena estate partiamo per il fiume/torrente preferito con la convinzione che, complice il caldo, ci sia buona presenza di effimere e tricotteri ed invece, arrivati sul posto, restiamo delusi per la quasi totale assenza di insetti a causa della forte calura. Quest’anno (TWT) da noi,  daremo la colpa della mancata attività all’elevata temperatura dell’acqua che esce mixata dall’invaso di Montedoglio .

In una condizione normale invece sembrerebbe fatta , gli insetti schiudono e i pesci mangiano ed invece noi ci ritroveremo a cambiare un artificiale dopo l’altro con i pesci che bollano ovunque tranne che sul nostro artificiale apparentemente simile al naturale in volo. Oggi siamo qui per cercare di risolvere il dilemma.

Spesso poi capita di veder bollate sul nulla, senza nessuna subimago o dun che galleggia sull’acqua, ed è qui che in genere si cade in crisi mistica con l’aggravante dell’esiguo tempo a disposizione per il sopraggiungere del buio.  <E’ solo una questione di utilizzare l’imitazione giusta>,: penseremo durante il ritorno verso casa. L’efficacia di una mosca artificiale dipende in larga misura dall’insetto che vuole imitare e dalla consistenza e dal periodo di attività che questo animaletto ha nel fiume. Una piccola insidia olivastra (emergente in canard amo 16 18) con l’aspetto di efemerottero può prendere parte a quasi tutte le nostre uscite di pesca in un’intera stagione. Potrebbe essere facilmente scambiata dalle trote per una Baetis rhodani o per un’Ephemerella ignita:  oppure  a diversi insetti piuttosto comuni nelle acque del nostro Paese, le cui sciamature hanno luogo dalla fine dell’inverno e per tutta l’estate, cioè ad  un’imitazione di chironomo. Questa può riuscire ad indurre all’attacco qualunque pesce su qualsiasi corso d’acqua, giacché non esiste fiume colonizzato dai minuti ditteri ed efemerotteri a cui tale esca assomiglia. Anche se magari noi le chiamiamo emergenti, impropriamente, perché stanno sopra la superficie dell’acqua. Soltanto l’amo rompe la tensione superficiale, ma dobbiamo essere consapevoli  che erroneamente stiamo parlando di una mosca secca, un’imitazione d’insetto galleggiante  e non di una mosca sommersa, che lavora sotto la superficie ma la chiamano emergente.

la chiamiamo emergente. L’impiego delle mosche artificiali simili agli insetti più popolari ci pone così in una condizione abbastanza favorevole per superare la diffidenza dei nostri avversari e di fatto, armandoci di un certo numero di questi artificiali, possiamo affrontare con profitto molte delle situazioni che incontriamo in riva ai fiumi che solitamente frequentiamo per dar vita alla nostra passione.  La nota dolente è che quando una stessa imitazione verrà utilizzata da più pescatori,  nel tempo  vedrà pregiudicata la sua efficacia, specialmente  quando la utilizzeremo sulle acque assai battute, come quelle della Tail Water Tevere ,  o altre  soggette a regolamento di catch and release, dove i salmonidi hanno avuto, presumibilmente, già occasione di addentarla. Ciò accade ed è accaduto un po’ con tutte le imitazioni di grande fama e, in virtù di questo fatto, possiamo comprendere perché tante celebri mosche del passato abbiano perso col tempo i favori dei moschisti, anche se penso che in questo caso non sia l’unica ragione. Questo tema lo affronteremo con chi avrà voglia di approfondirlo.   .

La soluzione al problema di grande selettività delle trote nei confronti di una ben definita insidia è di avvalersi di un artificiale che si differenzi da questa per struttura e per modo di stare sull’acqua. In pratica si deve tentare di superare la furbizia del pesce offrendogli un boccone a cui non sia assuefatto e che lo induca a compiere l’errore (momentaneo) fatale. Secondo me qualche volta  ricorrere a una mosca completamente nuova e preparata con materiali inconsueti può fare la differenza. Comunque noi oggi utilizzeremo entrambi i sistemi, quelli famosi e altri di nuova concezione  . Comunque nella scelta della mosca non esistono soluzioni che non siano quelle che potremo valutare volta in volta solamente nel momento e nel luogo nel quale si verificano. Non esiste un “Fregoli” delle mosche, quelle che funzionano sempre, in ogni luogo. Per fortuna aggiungerei. Questo è un dettaglio importante che sottolineerei, senza ombra di dubbio.

Leuctra Fusca

Immancabile per le nostre uscite di pesca, molto utile quando i piccoli plecotteri sono presenti sul fiume. Artificiale poco visibile in acque mosse, ma micidiale in presenza dell’insetto naturale su acque medio lente. Potrebbe venire utile aggiungere prima di fare la testina un piccolo ciuffo di CDC bianco. I Plecotteri, sono ritenuti degli ottimi indicatori dello stato della qualità delle acque dei ruscelli e dei fiumi. È stato chiaramente dimostrato che gli stadi ninfali dei Plecotteri necessitano di acque fredde e ben ossigenate per la loro sopravvivenza e che di conseguenza sono molto suscettibili alle contaminazioni, dei corsi d’acqua, causate dall’uomo.

La Leuctra fusca è presente su tutto il territorio italiano con schiuse da agosto a novembre. E’ un insetto che predilige dai grandi fiumi fino ai torrenti con fondo sassoso, La ninfa è di colore grigio scuro brunastro; l’immago ha ali grigio molto scuro avvolte sopra l’addome con zampe grigio scure. Le ninfe e le neanidi vivono in ambienti acquatici, sotto le pietre, di preferenza nei letti di torrenti e ruscelli rocciosi dotati di correnti più o meno tumultuose, ma vi sono anche specie che prediligono luoghi sabbiosi. Alle alte latitudini, laghi freddi e stagni divengono anche dei luoghi idonei al loro insediamento. Diversi studi hanno dimostrato che molte specie sono state rinvenute in situazioni particolari, alcune sotto grosse pietre, altre nella ghiaia e altre ancora in letti di foglie. Durante questo stadio si nutrono predando altri invertebrati acquatici oppure di alghe e detrito, ma divengono anche preda di pesci ed uccelli. Difatti alcune specie schiudono di notte per salvarsi dai predatori.

Stadio ninfale

Tutte le ninfe sono acquatiche e somigliano agli adulti per molti aspetti: hanno tre segmenti tarsali; le antenne sono lunghe e filiformi; hanno sempre lunghi cerci e mancano sempre di coda centrale o filamento caudale mediano; le branchie, qualora le abbiano, possono trovarsi in varie parti del torace e addome e sono composte solo da filamenti e non da lamine; ciascuno dei segmenti toracici è ricoperto da un grande sclerite. A seconda della specie, del sesso e delle condizioni ambientali, le ninfe compiono dalle 12 alle 24 mute. Lo sviluppo fino allo stadio immaginale può durare da uno a tre anni a seconda della specie. Lo sfarfallamento avviene in primavera o in autunno, prevalentemente di notte.

Stadio immaginale

Hanno tre segmenti tarsali, ma le loro zampe posteriori non sono idonee al salto. Le loro antenne sono filiformi e lunghe almeno la metà la lunghezza del corpo. I loro cerci sono almeno altrettanto lunghi e formati da molti segmenti. Le ali sono quasi sempre presenti e sono ripiegate orizzontalmente all’indietro sopra il corpo, quelle anteriori sono lunghe e strette, le posteriori sono più corte. Durante la vita immaginale, che può durare solo pochi giorni o settimane, i Plecotteri vivono nei pressi dei corsi d’acqua dove vivono le ninfe, tra le pietre o tra la vegetazione. La loro alimentazione è costituita prevalentemente da alghe o da licheni, alcuni però non si alimentano a causa di un apparato boccale completamente ridotto. Il resto della loro, sia pur breve vita, è dedicato alla riproduzione. La riproduzione è sessuale, l’accoppiamento avviene a terra e le uova vengono deposte sulla superficie dell’acqua.

Plecottero adulto,….presente dalla primavera a ottobre inoltrato, a volte si vedono anche a novembre, come in twt…le dimensioni variano dai 7/8 mm ai 30/40 mm circa x la Isoperla (plecottero),….il colore varia dal bruno x la Leuctra al giallo paglierino x la Isoperla, la loro vita a inizio nei fondali dei ruscelli e fiumi di fondovalle, quindi da larva a ninfa, poi dal fondo nuotano verso la superficie a ridosso delle sponde, dopodiché conquistano la sponda e fanno un’altra metamorfosi, si asciugano , volano si accoppiano e depositano di nuovo le uova sulla superficie dell’acqua e danno inizio a un nuovo ciclo di vita della specie,…ce ne sono circa 1500 /2000 specie sparse x tutto il globo….. ,e hanno uno sviluppo a metamorfosi progressiva. Nella Twt oltre alla Leuctra fusca è presente in quntità numerica inferiore anche la Nemoura Cinerea

Formica alata

Le specie descritte e classificate di Imenottero sono circa 300.000, ma si ritiene che raggiungano il milione. Ma noi non lo approfondiremo. Però lessi una volta che le formiche sono strutturate per avere ognuna un compito preciso: così ci sono le formiche operaie, i soldati, quelli addetti alla riproduzione, questi ultimi sono gli unici ad avere le ali, che poi perderanno dopo la sciamatura. In questo periodo di fine estate può capitare spesso di vedere la superficie del fiume animarsi improvvisamente con le bollate più o meno discrete delle trote e, aguzzando la vista nel tentativo di scorgere qualcosa, non ci rendiamo conto di cosa stia accadendo, concentrati come siamo sulle schiuse di Ephemerella e Centroptilum (Pale Wateries).

Vediamo i pesci salire con frenesia su un qualcosa di scuro o rossiccio ed incominciamo a notare una sagoma fatta di ali traslucide che non assomiglia alla consueta forma e trasparenza delle suddette effimere………………Santa Susanna

Più o meno è questa la situazione che si verifica quando abbiamo la fortuna di assistere alla “caduta di formiche alate” sul fiume, un’occasione da non perdere per noi pescatori con la mosca e per il pesce, che va pazzo di questi imenotteri tanto da diventare estremamente selettivo nei confronti di tutto ciò che gli passa a portata di bocca.

Le formiche alate non sono altro che i maschi e le femmine (regine) fertili di un formicaio, quelle addette alla riproduzione, che in determinati periodi dell’anno migrano per colonizzare nuovi luoghi e, trovato quello adatto, si accoppiano, perdono le ali e fondano una nuova colonia. Avvenuto l’accoppiamento, i maschi muoiono mentre le regine continueranno a deporre le uova per il resto della loro vita (anche 25 anni).

Anche se il periodo delle sciamature più abbondanti è a cavallo del fine estate/inizio autunno, il loro passaggio è del tutto casuale ad iniziare dalla primavera, in quanto gli sciami non hanno un momento ben preciso nel quale manifestarsi.

E’ molto frequente vederle dopo qualche giorno di pioggia ed in ogni caso, per nostra fortuna, non è neanche difficile costruirci delle validissime imitazioni da tenere sempre pronte nelle nostre scatole degli artificiali. Per imitare con successo il naturale è fondamentale accentuarne il particolare di spicco dovuto alla forma particolare del corpo, costituito da un addome ed un torace divisi nettamente tra loro da un segmento sottilissimo, la taglia varierà dai 5 agli 8 millimetri e come colore ci limiteremo al rosso ed al nero più o meno intensi.