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Finalmente è tornata l’acqua alla normalità nella Tail Water Tevere dopo diversi mesi di livelli bassi, ora è a 3 mcs.  A causa di stagioni  siccitose si è dovuto cautelare l’invaso e dare la precedenza alla teoria che la siccità potesse continuare o magari, ripetersi. Quindi avere la possibilità di poter contare sulla disponibilità di una riserva d’acqua anche in condizioni d’emergenza idrica. Anche con questa problematica comunque venivano erogati non i 350 litri secondo come il DMV del Tevere decretava, ma un1500 litri sec. Un metro cubo secondo  scorreva sull’alveo del fiume anche in periodi d’emergenza idrica. Questo ha permesso all’ecosistema di sopravvivere per molti chilometri anche se la legge non lo contemplava. Grazie diga. Siamo  ora a regime. E’ una bella notizia per il fiume ed il suo ecosistema. Di contro i due inverni con i livelli al minimo di portata hanno contribuito  a favorire delle condizioni ottimali per la riproduzione dei timallidi e ancor più delle trote soprattutto nel tratto libero a valle della zona a regolamento specifico. Questo ci ha spinto a “suggerire” e “stimolare” la Provincia di Perugia  di poter creare un tratto diprotezione, dal momento che il Tevere in Umbria è “di categoria a ciprinidi”.  La Provincia di Perugia ha recepito. Adesso ci sono 1800 metri di fiume con divieto di pesca per i prossimi  tre anni. E noi qualche nemico in più (anche pam). Anche se purtroppo le fogne e i prelievi insieme ai pescatori (anche a mosca) tendono a vanificare il lavoro svolto dalla natura specialmente a pesca chiusa. Oramai il fiume ha una dominante marcata di pesci nati nel fiume Tevere. Lentamente ma inesorabilmente si sta delineando che quello che sta accadendo è quello che  fortemente avremmo  voluto. Siamo a buon punto dell’opera. Naturalmente  in questi sei anni anche la pesca è cambiata, si è trasformata. Da una percentuale del 100% del pesce immesso della prima stagione nel 2003 si è passati alla bassa percentuale di trote di due anni  che abbiamo introdotto, soltanto alle briglie,  questo anno. I motivi sono ovvi. La costante rimasta è l’’immissione dei temoli  di un anno. Finora sempre ripetuta, anche in questa stagione. Quindi pescare in condizione di pesci immessi (prime tre/quattro stagioni) e pesci diventati di pezzatura che sono nati nel fiume  è ovviamente diverso. Per i meno capaci a complicare  le cose ci si è messa pure la vegetazione. All’inizio della nostra avventura  anche il contorno della riserva era “acerbo”, gli alberi erano stati  tagliati, la ghiaia spostata e le rive prive di vegetazione lungo le distese di  ghiaia. Ora questo quasi non esiste più. Anche per nostre battaglie vinte, per il momento, contro il taglio della vegetazione. Ontani e salici lambiscono le rive e creano nascondigli per i pesci. Pioppi,  querce,  noci e puntigliose acacie,  nemiche dei waders, quasi ovunque  spuntano insieme a qualche albero di sambuco. Le stagioni siccitose hanno creato una situazione favorevole alla crescita delle piante in alveo. Ora in mezzo al fiume è abbastanza frequente vedere un salice  frenare la  corrente principale o deviare il flusso dell’acqua, od un ontaneta che sta crescendo tra le massicciate costruite per proteggere i campi  dalle piene. Tra un masso di cemento e un altro c’è un giovane ontano che sta crescendo. Naturalmente anche i pesci si comportano di conseguenza. Le facili catture delle prime stagioni sono dei semplici ricordi.  Ora chi ha la moglie che lo vuole a casa per l’ora di cena non potrà più vedere la vera  potenzialità del fiume. Ad agosto chi arriva alle nove del mattino ha perso la maggior parte delle bollate su schiusa . (caenis). Magari saranno le uniche della giornata,  o forse no! Già da luglio le grandi schiuse di BWO  riempiono il tratto di fiume denominato “nursery”, ma l’acqua ad una temperatura di 9° non favorisce la salita in superficie dei pesci e le bollate sono in maggior misura di trote di piccola taglia. Il top delle salite si ha con la temperatura  tra i 12 e 14 gradi. Bisognerebbe tenere conto di questo dato. Potrebbe essere uno dei dieci “teorici” comandamenti della pesca a mosca. Nonostante la stagione avanzata  la situazione di pesca può sembrare di  tipo inverno/inizio primavera: le trote stazionano su fondali di acqua lenta. Ho letto di un “luminare” che dava per certo che questo dipendesse dal  tipo delle trote usate per il ripopolamento. La cosa peggiore è che molti degl’interlocutori  gli davano ragione, erano concordi. A valle la situazione migliora , merito della temperatura che si alza di un paio di gradi per diventare ottimale dai bagnanti  alle briglie, e si cominciano a trovare pesci di taglia sulle correntine anche non solo a notte inoltrata. Sembrerebbe che i temoli risentano in maniera inferiore l’argomento temperatura rispetto alle trote.  A loro piace salire ugualmente. Il loro problema, se problema si può chiamare, che i pesci di taglia preferiscono manifestare la loro presenza con i livelli dell’acqua più alti.  Con questi condizioni i temoli intorno ai quaranta centimetri e più li “ferrano” in molti, anche se la stagione del temolo tornerà buona in ottobre. I nascondigli numerosi fanno si che in assenza di schiuse abbondanti, nel Twt spesso sono a macchia di leopardo, difficilmente le trote di taglia lascino il loro rifugio, se poi s’aggiunge il problema della temperatura dell’acqua tutto diventa più complicato. Chi non conosce abbastanza bene il fiume potrà avere delle difficoltà. L’esposizione alla luce , l’orario e la morfologia  del tratto di fiume dove si pesca possono dare risultati contrastanti con pescatori che magari svolgono la loro azione ad un centinaio di metri distanti da  noi.  L’avvicinamento alla bollata ed il lancio, devono essere silenziosi. Questi, scrivo questi, perché vedo molto spesso che l’avvicinamento è trascurato. Queste attenzioni ci permetteranno di avere più possibilità  di cattura. Altrimenti potremo catturare solo trote o temoli “sordi”. Saremo riconosciuti  come il pescatore che cattura solo i pesci “sordi”. Ne conosco più di uno. La fine d’agosto segna l’inizio della risalita delle trote in direzione monte, verso la parte alta del fiume. Con il ritorno alla normalità del livello dell’acqua dicevo,   sono aumentati anche i nascondigli per le trote, per merito del tipo di morfologia che ha creato la crescente vegetazione sull’acqua e l’espandersi delle radici degl’alberi, in particolar modo di ontani e salici. Così molti posti sono diventati non interessanti alla pesca, specialmente per la pesca a mosca secca,  anche se sono pieni di pesce.  L’albero è cresciuto e copre anche una decina di metri quadrati di superficie, la vita “scorre” sotto i suoi rami . Testimone che ne fa fede è lo stordimento che ogni tanto facciamo a campione per vedere lo stato del fiume. Non vedere le trote  in certi momenti non significa che non ci siano, comunque è come se non ci fossero in molte occasioni  ai fini della pesca . Abbiamo tentato stagioni fa l’immissione di trote appenniniche sia nella taglia d’avannotti che di pesci di taglia. Raramente si sente di  catture  fatte di questa specie di trota. Questo per far capire l’importanza che ha l’approccio al fiume ai fini della pesca, specialmente qui nella Tail Water Tevere. Di contro può essere generosamente unico. A fine luglio pescavo con un amico della nazionale di pesca a mosca della Scozia, con una temperatura esterna di 38° e 11,5° dell’acqua in quel punto del fiume. Non rivelo dove eravamo. Era circa l’ora di pranzo. Una trota appenninica di una settantina di centimetri  saliva e bollava su delle piccole bwo, non è quella della foto..  Stazionava a circa una ventina di centimetri dalla superficie dell’acqua. Il resto non lo racconto. Con quella temperatura  esterna, a quella ora della giornata in quale altro fiume poteva accadere una occasione di questo genere?  Conosco pochi posti dove ci si può trovare così, in “paradiso”. La Tail Water Tevere è diventata una meta per i pescatori che hanno  spiccate doti d’attenzione, di tecnica e conoscenza. Sono quelli che desiderano e vogliono comprendere le situazioni di pesca e sono consapevoli e felici  che ne possono riscontrare i risultati. Sono quelli che trovano piacere a dover risolvere più di una  difficoltà nella stessa uscita di pesca. Cercare di trovare la soluzione con il “sapere” acquisito. Cioè il massimo che vorrei, e che mi potrebbe dare come emozione la mia passione. Altrimenti perché sarei  diventato un pescatore con la mosca?. Posso soltanto ringraziare  la Tail Water Tevere per i progressi che mi ha permesso di fare in questi anni come pescatore a mosca. Ho avuto la possibilità di migliorarmi con la tecnica, sia delle mosche imitative, sia l’utilizzo di finali con i tip sottili. La scoperta d’artificiali costruiti con metodi  che raramente  avevo l’opportunità di usare costantemente in precedenza su i fiumi che frequentavo. L’uso dell’imitazione inizio, mezzo e fine schiusa, una opportunità tecnica per sciorinare la nostra vanità di pam, e linfa per il nostro ego.  Mi ha dato la occasione, che non ho sciupato,  di ampliare la mia conoscenza sul comportamento dei pesci. Utilissima al fine della pesca. Mi ha chiarito molti dei “perché” che mi ossessionavano negl’anni precedenti per mancanza di conoscenza. Questi benefici li riscontro ancor di più quando vado a pescare su altri fiumi, più semplici da leggere e quindi da pescare. In poche parole è un fiume che in ogni stagione non ha momenti morti, bisogna soltanto saper cogliere ed interpretare. Non perdetevelo questo fiume sarebbe un peccato, ma portategli rispetto.