Pescare a mosca nel lago è molto difficoltoso. E’ risaputo. Qualunque tipo di pesce s’insidi,  sia  con la coda di topo che non, è più difficile ingannarlo in questo tipo d’ambiente che nelle acque correnti.  Anche per questo motivo c’è bisogno di avere a disposizione, specialmente per i neofiti,  degl’artificiali efficaci da utilizzare che diano garanzie di cattura anche quando potrebbero essere le esche non giuste in quello specifico  momento o nel tipo di pesca che si sta praticando. Scegliere solo un artificiale come richiesto da Roberto per la stesura di questo articolo  non è una cosa che risulti così semplice.  Nella pesca ai salmonidi  limitare le scelte su gl’artificiali è problematico,  ogni periodo della stagione ha la propria peculiarità e riuscire a sintetizzare od estremizzare l’utilizzo degl’artificiali con una probabilità quasi certa di cattura mi mette in seria difficoltà. Forse sarebbe meno complicato farlo che metterlo per scritto. Detto per iscritto equivale ad una certezza. Nessuno la può dare, nemmeno quelli che hanno più conoscenza. Non saprei da dove cominciare per cosa consigliare. Cosa nonprendere in considerazione, eliminare per priorità.E’ già difficoltoso scegliere tra i tipi di pesca a recupero; tra il veloce o più lento,  o con gl’artificiali lasciati statici in balia della brezza. Oppure far cadere la scelta ad una sola coda tra la galleggiante, l’intermedia o l’affondante. Se non si vede attività di superficie la scelta diventa ancora più problematica. Secondo le stagioni le situazioni apparentemente simili non vanno risolte alla stessa maniera. Purtroppo per chi ha poca esperienza, cioè quei pescatori che avrebbero bisogno di qualche notizia sicura in più, che servirebbe come base di partenza e da stimolo per cominciare,  è vero il tutto ed il contrario di tutto.  Per questo secondo me è l’esperienza acquisita negl’anni che aiuta nelle scelte che ci permettono di ottenere delle risposte. Anche se questo è disorientante per chi ha bisogno di sicurezze, cioè i neofiti. Non ci si può fare niente. Non bisogna desistere, ed avere lapazienza di assimilare con il tempo le convinzioni frutto delle proprie sperimentazioni.  Per gl’artificiali  queste consapevolezze sono ancora più importanti, è sufficiente sbagliare il posizionamento delle mosche sul finale per non avere dei risultati. Le difficoltà non sono di poco conto.  Non ci sono “ MAI “ certezze. Per fortuna, aggiungo. Queste ci devono servire da stimolo per migliorarci e studiare. Anche se da come ho posto la situazione può sembrare da “mission impossible”  il modo di prendere qualche pesce si trova quasi sempre anche per chi inizia, la difficoltà maggiore sta nel dare  continuità alle catture.Visto che si parla d’artificiali qualcosa devo pure suggerire. Se chiudo gl’occhi e penso ad una stagione di pesca so che  farei fatica di fare a meno di uno streamer nero le prime due ore  di pesca di una fredda mattina di aprile, anche se sarebbe problematico già indicarne  e garantire quale sia la taglia giusta della mosca. Dipende dai posti e dalla taglia dei pesci. Mai rinuncerei all’imitazione di alcuni chironomi che durante le schiuse primaverili  ti possono far  provare delle emozioni  irripetibili. La coda galleggiante che ti viene strappata dalle mani per la voracità che dimostrano i salmonidi con degl’attacchi inverosimili, sono tra le sensazioni che  spesso sorprendono anche il pescatore di lago più navigato. Non potrei lasciare a casa delle classiche britanniche nelle sere di tarda primavera ed estate durante le schiuse miste serali,  tante soddisfazioni mi hanno regalato quando pescavo molto spesso nei laghi del nord Europa . Oppure la tecnica di pesca “leggera” invernale nelle ore centrali della giornata con i piccolissimi chironomi; dove spesso è fondamentale trovare la taglia/colore dell’artificiale per ricevere un attacco dietro all’altro. Ma di questo si è già parlato nello scorso speciale ora c’è bisogno di conoscere l’ artificiale che sia versatile e copra un po’ di differenti situazioni e stagioni.

Baby Doll variant (alias Sperma Fly)
Quando leggo su qualche rivista di pesca a mosca: < mosca pinco pallino “variant”> riferito a qualche artificiale mi viene quasi sempre da storcere il naso. Per molti motivi che non sto tutti ad elencare e magari ne potremo riparlare in modo specifico. Spesso si scambia un eccellente metodo costruttivo in una mosca catturante, perché questo ci vorrebbe far  credere l’autore. Purtroppo non è quasi mai vero. Tutte le mosche possono prendere un pesce. Anche lo strike indicator fa salire qualche pesce in superficie. Per testare una mosca ci vogliono anni. Bisognerebbe specificare alcuni dati sull’efficacia. Tipo su che schiusa funziona, se a inizio in mezzo o a fine schiusa, su che tipi d’acqua, con quale colore, con che livelli, con che temperature e su che pesci. Questo se si è seri. Invece ho perfino visto in un unico articolo ben undici mosche di propria “invenzione” presentate con tanto di dressing. Complimenti a queste menti superiori.Questa  Baby Doll Variant non è farina del mio sacco, ma sono certo di poter affermare che è di un’efficacia incredibile oltre ad avere una versatilità inverosimile nell’utilizzo. La Baby Doll è un artificiale nato nel 1970 per la pesca nei laghi artificiali,  ma  conosco soltanto dal 1986. La scoprii tramite il libro di Mike Daves, Pesca a mosca: manuale delle mosche artificiali. Fu montata originariamente da Brian Kench per il lago artificiale Ravensthorpe. E’ un modello che ha catturato molti pesci anche nelle sue varianti. Questo artificiale non imita niente, è un “lure” come dicono i britannici, cioè un artificiale che attira i pesci. Una mosca d’attrazione. Non è un’imitazione di pesciolino, e come molti “lure” sono realizzati con colori brillanti. Queste mosche hanno il compito di eccitare la curiosità del pesce, ancora più che l’appetito. Questo artificiale ci riesce bene. E’ spesso snobbato dai pescatori più esperti, perché  a loro piace di più pescare con  mosche imitative, ma è un ottimo suggerimento per chi si vuole cimentare le prime volte con questa nuova tecnica di pesca. Il modello originale viene montato con Dayglo fluorescente o Sindar Baby Wool, il modello più popolare è certamente quello tutto bianco e la schiena verde cedro fluorescente, ma anche bianco con schiena arancio per quando il colore dell’acqua è meno trasparente,  e bianco con schiena fucsia con la temperatura dell’acqua molto bassa se la cava molto bene. Il variant del modello che costruisco sta nel sostituire la lana bianca del tag con alcune fibre di maraboo bianco. In acqua ha un movimento molto fluido ed adescante che ricorda degli spermatozoi di qualche documentario animato. Li vidi per la prima volta una decina d’anni fa nelle scatole degl’artificiali di Jacopo Tinti e Alessandro Sgrani. Loro la chiamavano semplicemente: “Sperma Fly”, ed era di taglia inferiore alla versione originale. Ho utilizzato questo artificiale con diversi tipi di coda. Sia la galleggiante, intermedia che affondante, l’ho impiegata con il trenino come mosca di punta, come streamer con coda affondante e come “lure”con coda galleggiante. Con recupero lento o superveloce. Raramente non ti regala catture, anche quando potrebbe essere la “mosca” sbagliata. Per far capire l’importanza del recupero della lenza in questo tipo di pesca ho due aneddoti da riportare.

Loch Style, San Donnino Firenze. In questo lago in qualche stagione o periodo dell’anno le trote non sono facili da catturare per nessuno. Le motivazioni possono essere differenti, di certo il Lock Style è un posto ben popolato di trote e se non si cattura molto è soltanto colpa nostra. Era aprile. Giornata tersa senza vento. Posto già difficile per se in più c’erano le condizioni atmosferiche che sconsigliavano ogni tentativo. Ogni tanto vicino alla barca si vedono dell’esuvie di chironomi stimate sull’amo del 10/12. Qualche rara bollata anche sul “vero”. Le trote che si avvistano erano intorno al metro di profondità dalla superficie.  Dopo aver cambiato diversi tipi di code, canne ed artificiali decido di utilizzare una coda galleggiante con un trenino di mosche “scorretto”, visto che quello che ritenevo giusto non aveva dato nessun frutto. Di  punta  lego una Baby Doll Variant (sperma fly), di mezzo una Stiky Fly e come Bob fly una Black Zulu.  Dopo diversi tentativi risultati infruttuosi nonostante che pescassi dalla barca, sconsolato mi alzo in piedi e raccolgo la coda nel mulinello con la canna alta  sull’acqua pronto per raggiungere a remi la riva.  Mentre giro il mulinello guardo all’interno della barca per vedere  le altre cose da rimettere a posto ed ecco che la canna mi viene strappata dalle mani. Una trota , quando avevo gl’artificiali sotto la barca  ha sottratto violentemente via la mosca di punta. Mi ha colto di sprovvista. Sostituisco l’artificiale perso, sperma fly bianco/verde cedro,   con uno della stessa taglia e colore. Fiducioso riprendo a lanciare. Niente per un altro quarto d’ora. Decido di smettere perché voglio tornare a riva. Mi rimetto in piedi sulla barca e raccolgo la coda nel mulinello con la canna alta. Un altro attacco, questa volta riesco a guadinare una trota di un paio di chili. Mi sembra strana l’idea che mi sono fatto, ma decido di verificare  prima di convincermi  e  faccio altri tentativi. Sto pescando con la coda galleggiante. Provo  vari tipi di recupero con la punta della canna vicina alla superficie dell’acqua; risultato: artificiali ignorati. Stesso lancio, stesso tipo direcupero con la punta alzata a novanta gradi; risultato: ogni lancio un attacco alla “sperma fly”. In questo caso sono stato fortunato ad intuire che la differenza la faceva “l’ondina” provocata dall’artificiale recuperato appena sotto la superficie dell’acqua con la canna alzata. Provo con altri artificiali ma senza vedere alcuna risposta. Questo modo di tenere il “lure” in acqua funzionava con la “baby doll variant”, non con le altre mosche che ho provato.  Questo fa capire che spesso non è sufficiente avere solo il recupero giusto , trovare l’altezza  dell’acqua dove stazionano le trote, gl’artificiali catturanti , la corretta posizione degl’artificiali sulla lenza per ottenere degl’attacchi. In questa tecnica di pesca non  puoi essere non intuitivo. E’ la difficoltà della pesca in lago.

Parco laghi, Acquapartita Forlì. Una sera di maggio. Avevo pescato per tutto il giorno in ciambella  sul lago Pontini, ed ero abbastanza stanco. Decido di pescare un po’ da riva nonostante le bollate che stazionassero verso il centro del lago. Volevo catturare qualche pesce  in superficie con attrezzatura leggera, ed aspettavo che le bollate si avvicinassero. Si alza uno strano vento gelido, per quella stagione, e si blocca tutta l’attività. Le trote si sono abbassate di circa mezzo metro. Ogni tanto le vedevo girare a quella profondità quando l’increspatura  della superficie dell’acqua provocata dal vento lo permetteva. Avevo deciso di pescare con una mosca soltanto , ma nonvedevo alcun risultato. Memore dell’esperienza avuta con la “sperma fly” al Loch Style  provo il recupero a favore di brezza e la canna alta. Ogni lancio un attacco all’artificiale. Quella scia provocata dall’artificiale che veniva recuperato a cinque centimetri dalla superficie dell’acqua rendeva le trote di una aggressività incredibile, complice probabilmente il vento che ingigantiva la scia, nel contempo rendeva le trote ancora più “prepotenti”. Sia che esse fossero fario, lacustri od iridee. Una cattura dietro l’altra. Gl’altri pescatori presenti si affaccendavano a sostituire gl’artificiali per trovare quello giusto ma le loro mosche in acqua facevano solo presenza. Con le sperma fly ho avuto molti riscontri anche tra le briglie della Tail Water Tevere con le fario,  perfino un temolo ne è rimasto ammaliato, ed in molti altri posti.  Il colore arancio ha catturato pure numerose cheppie ad inizio e metà maggio in Taro, anche nelle ore centrali, le più difficili per questa pesca. Generalmente le mosche “catturanti” da lago hanno una marcia in più anche in altri ecosistemi. Per confondere ancora di più o tranquillizzare il principiante, secondo i punti di vista, c’è la possibilità che  ascoltare dei potenziali  resoconti di due differenti esperti pescatori di  lago, che raccontano la stessa giornata di pesca, nello stesso luogo,  potrebbero essere molto differenti tra loro. Questo a cosa è dovuto? Probabilmente uno dei due è un esperto della pesca con l’intermedia con dei mini streamer o ninfe, l’altro è un accanito sostenitore della pesca con i chironomi e la coda galleggiante, oppure altre code ed altre sistemi. Hanno entrambi delle valide convinzioni e sono  capaci  di sfruttare la loro tecnica di pesca facendo renderla al meglio. Ottengono il massimo rendimento dalla loro conoscenza sia nella tecnica, nella coda usata e negl’artificiali che impiegano. Di certo avranno entrambi la convinzione di essere nel giusto. E lo sono. Spesso si vedono dei pescatori che arrivano al lago con la canna di sette piedi e sei con la coda del due o  del tre e un’imitazione di tricottero. Catturano qualche trota e il loro sguardo ti dice: vedi che non c’è bisogno di tante complicazioni per pescare in lago. Penso che ognuno abbia il diritto di divertirsi  e pensare come vuole,  ma di certo in quel momento  il pescatore con il tricottero ignora quello che succede in acqua. Non di rado accade che i pescatore di lago sorrida e  guardi il settepiedista con sufficienza pensando:<poverino non sai cosa ti perdi e sei pure felice>.