Certamente devo molto al Nera ed alla Tail Water Tevere ma mi rendo conto che senza la prima e la seconda edizione del World Tuscany Open per me e per molti altri, specialmente i Tyiers , non si sarebbero aperte molte delle porte che stiamo varcando da una parte all’altra del mondo.  Con un po’ di vanità e di merito, mi sento di poter  ribadire che siamo riusciti  a  dare un po’ di risalto internazionale  alla pesca a mosca italiana. Si, proprio per il valore che questa manifestazione ha nell’ambito mondiale.  Non possiamo che dire, tutti:< grazie al WTO>. Anche molti non del nostro giro ne hanno usufruito direttamente o indirettamente anche se non ci è arrivato alcun: <grazie> ufficiale e non. Sta di fatto che di certo abbiamo operato molto bene a favore della pam italiana e questo è servito  da volano per dare risalto  ed importanza  anche ad altre manifestazioni italiane. Grazie di nuovo WTO.

Perché questo cappello? <: Beh quando Enrico Puglisi ha saputo che il mio budget annuale questo anno non avrebbe contemplato la spesa per partecipare alla più importante manifestazione della east coast  americana, si è offerto di darmi uno spazio nel suo stand.  Enrico è stato uno dei giudici della seconda edizione del WTO.  Così come ho detto non ho perso l’occasione e sono partito da solo per New York.  Non potevo deludere un amico che scherzando mi ha  detto che lo avrei ripagato facendo il “commesso”  per lui allo stand.  Alla fine poi avrei fatto davvero tutte e due le cose: ho promosso il mio lavoro e gestito  i miei contatti ed ho venduto la sua merce quando lo stand era  pieno di clienti, e ho  perfino incassato i dollari per le vendite da me fatte dei suoi prodotti. Glieli ho poi dati, ovviamente. Come sempre questa manifestazione si svolge l’ultimo fine settimana del mese di gennaio. Di consueto è una fiera molto visitata, la stretta vicinanza con New York ed altre città importanti della costa orientale,  piene di pescatori a mosca , le garantiscono un successo alquanto scontato. Questo anno più che mai. In questi momenti, anche li siamo in piena crisi economica, tutte le aziende frequentano manifestazioni in cerca di nuovi clienti e cercano d’incrementare o quantomeno non perdere terreno sul mercato. Si, questo Fly Fishing Show era particolarmente pieno di visitatori come non avevo mai visto nelle passate edizioni. Confermatomi pure esplicitamente da Chuck Furimsky: il padre padrone della manifestazione (nb: giudice al WTO 05 e 07) oltre che amico personale. Mi dice sempre che sono la sua guida preferita anche se lo faccio pescare con delle mosche di ……che non riesce a capire perché sono così catturanti. Gli funzionano anche oltreoceano. Non posso tradurre il termine di come me le ha apostrofate per decenza.  Molte le aziende di produzione presenti, compresa la Sage; negozi famosi e  lodge di pesca da ogni stato Usa, con pacchetti di vacanze per ogni tasca e necessità.  Le scuole di lancio e istruttori e guide professioniste si alternavano al lancio sulla vasca.  Tyiers esperti e di mestiere o testimonial.  Charles Jardine lo era per la House of  Hardy.  Avevano gli stand pure paesi o regioni straniere che hanno promosso le proprie acque; dalla Patagonia alla Irlanda,  dalla Norvegia alla Nuova Zelanda passando per i Caraibi o le Bahamas o le isole Haway. Numerose anche le  agenzie di viaggio, venditori di barche o belly  boat e case editrici con l’ultime uscite dei loro pupilli, e molto altro ancora. Qualcosa dimentico di certo, ma proprio una bella fiera. Etc etc etc.  (http://www.flyfishingshow.com/Somerset__NJ.html) Poi è sufficiente andare a visitare questa pagina web per vedere il numero incredibile degl’espositori. Purtroppo per me, aderendo troppo in ritardo cioè solo tre giorni prima dell’evento, non sono rientrato nel programma ufficiale, la brochure e i programmi appesi erano già stati stampati. Mi è stato concesso, a titolo amichevole, la possibilità di presentare come già le altre volte in passato il mio programma: la pesca a mosca  in Umbria, Toscana e Lazio al Destination Theater. Soddisfacente, grazie amici.  http://www.flyfishingshow.com/Programs___Seminars_Som.html . Se visitate la pagina dei seminari potete rendervi conto delle molteplici opportunità che hanno i pescatori americani di poter scegliere tra le differenti tecniche di pesca a mosca,  diversi tipi d’acque dove poter lanciare i propri artificiali, dare la preferenza allo specifico insegnante (professionista) che può portarti a pescare  e  farti catturare pesci da sogno Poi farti lanciare con la coda dell’uno o del dodici dipende solo dal tipo di acque che si frequentano. La canna e la coda la sceglie il tipo di pesca ed il pesce d’affrontare. Ho visto una canna corta  in bamboo  da canoa per gli striped bass  che non si piegava, lanciava una tredici. Poi c’è l’immenso numero di fishing lodges che ognuno di noi può scegliere secondo la propria esigenza. Che (sana) invidia!!!  Comunque il sabato della fiera nel primo pomeriggio mi è capitata la fortunata opportunità, per una serie di coincidenze tecniche, di  presentare il mio lavoro  alla Catch  Room  prima di A.K. Best  che presentava:  Dry Fly Techniques e dopo  Mike Lawson con  Spring Creeks and Tailwaters. Non male direi. Entrambi mi hanno entusiasmato, e Spring Creeks di Lawson è un libro che non può mancare nella libreria di un pescatore a mosca. Nel libro puoi trovare scritte delle soluzioni utili per aiutare a risolvere  alcune situazioni che risultano ostiche  anche nella  nostra Tail Water Tevere. Sanno entrambi molto di pesca e non solo di tecnica pratica. Comunque non tutto è rose e fiori anche li, come normalmente ad un occhio poco attento può sembrare anche se c’è un motivo logico che da noi manca: il professionismo. In Usa c’è tanta gente che vive di pesca a mosca  e ci sono molti interessi economici che ognuno di loro intende giustamente difendere. Questo è quello che mi ha raccontato un giovane autore,  nonostante che abbia già pubblicato il suo terzo libro. Non riesce ad inserirsi nel mercato come fanno gl’”anziani”. Dopo che mi ha visto parlare con Best mi ha detto:<Mr. A.K. Best! Anche lui fa parte della lobby dei vecchi pescatori scrittori che insieme ad altri “anziani” hanno il monopolio del mercato>. Che dire, fortunatamente al momento non è un mio problema. Posso solo esprimermi  bene nei confronti dei “miei/nostri” amici americani. Ci vogliono bene anche loro e ce lo dimostrano in ogni occasione. A.K. Best non sapeva della mia venuta ed era sorpreso nell’incontrarmi al “destination theater”. Dopo avermi abbracciato e chiesto di Raspini & C. ha preso il cellulare e ha chiamato la moglie e gli ha detto:< non puoi immaginare chi ho qui davanti a me?> Devo dire che ho apprezzato molto il gesto. Visti vecchi amici come Al Caucci, c’è una nuova edizione del libro con Nastase uscita ad ottobre 2008, o Jeff Wagner a Michele Sartini, l’orafo ”di pesca” di Manhattan, romano de Roma o Jim Klug dell’agenzia Yellow Dog. www.yellowdogflyfishing.com Che bel mestiere fa Jim. Non so come fa ad essere stressato. Forse perché gli si slamano troppi tarpons o pesci vela. Mah!!! Questi sono dei veri misteri.

Come in tutti gli show che si rispettano ci sono stati i programmi di dimostrazioni di lancio, e la vasca dove si provavano canne e code non è stato consentito di fare delle performance più lunge di tre minuti. Suonava la sveglia allo scadere dei 180 secondi e via,  toccava ad un altro. Tutti in fila come all’ufficio postale ad attendere il proprio turno. Naturalmente c’era la scuola FFF che preparava gl’alunni per la certificazione del sabato. Altri che non ricordo si sono alternati. Innumerevoli anche i costruttori di mosche artificiali, così come pure i Bamboo Rodmakers.  Nessun italiano  tra i costruttori di mosche e canne e pochissimi gli altri europei presenti: Pilgard e Baginsky su tutti. Sono stato l’ambasciatore Sim e FFM per questa edizione del Fly Fishing Show of Somerset NJ ma sarebbe  anche opportuno che il prossimo anno, magari , gl’istruttori delle nostre scuole ci rappresentino.  Sarebbe proprio bello. Magari in un unico stand  chiamato“ Italia”, con me dentro. Chiederei troppo?

Luca Castellani