Spero che queste mie considerazioni vengano apprezzate e si avvicinino ad essere  interpretate come esperienze personali che possono essere anche  verificate. Non devono essere giudicate  come valore assoluto,  perché nella pesca come nella vita tutto può essere opinabile.Quando si fa una ricerca sull’imitazione di un insetto si trova  spesso molto materiale da consultare. Qualche volta, specialmente il neofita,   ha difficoltà a discerne quello che può essere interessante e che fa al  caso nostro. L’imitazione dell’insetto se rivolto al torrente od a un’acqua del piano avrà certamente caratteristiche differenti. Si troveranno imitazioni dello stesso insetto su misure di ami differenti, su colori dissomiglianti e più o meno “vestite”. Come possiamo capire quali sono quelli degni di attenzione per noi?   <Bisogna provare e fare esperienza, con il tempo tutto ci sembrerà più chiaro>.  Questo è il mio contributo.Si può cominciare tenendo in considerazione per primo punto  la stagione che intendiamo utilizzare questi artificiali. In secondo luogo esaminare la tipologia dell’acqua e i livelli del fiume e di conseguenza la temperatura dell’acqua;  e  già qui non basterebbe la pubblicazione di un libro per  elencare tutte le possibili sfaccettature  che  ogni situazione può avere; ed infine gl’insetti. Non meno importante è  la priorità che danno i pesci allo stadio di questi. La selettività, che in realtà per noi, diventa il dettaglio che risulta interessante in quel momento agl’occhi del pesce. Il particolare per cui i pesci riconoscono il nostro artificiale come l’insetto reale e come tale  sono attratti così tanto da ghermirlo .  Comincerei da questa ultima voce d’analisi con degl’ aneddoti sulla teoria del colore. Tempo indietro condividevo uno Show Room a Duesseldorf con Montana, dove presentavo una collezione di maglieria di cashmere. Il colore della collezione per i risultati delle vendite è ovviamente molto importante. Avevo avuto una soffiata sulla collezione dell’azienda leader di riferimento, in quel momento, ed ero venuto a conoscenza che il colore della prossima collezione sarebbe stato un verde, con tanto di numero di pantone. Per tre giorni sono stato ad analizzare tinture e follaggi vari finche è venuto fuori un colore soddisfacente, molto appagante. Devo dire la verità che ne andavo  fiero di questo lavoro, ero convinto del buon compito fatto anche perché  visivamente la collezione aveva un buon “colpo d’occhio” una volta esposta nell’ufficio di Perugia.  Spedisco la collezione in Germania , tanto avevo delle segretarie che si occupavano della presentazione. Prima del mio arrivo, previsto il giorno prima della fiera, non avevo ricevuto stranamente nessuna notizia o commento sulla collezione da parte dei miei collaboratori.  Quando entro il venerdì nello show room di Duesseldorf e vedo la collezione appesa in esposizione quasi che mi prende un colpo. Quello splendido colore che a Perugia  alimentava il mio ego, con il cielo plumbeo  e la temperatura dell’aria differente in terra di Germania,  il tono di colore della collezione sembrava opaco, smorto e tutto altro che accattivante per stimolare una possibile vendita. Eppure era lo stesso colore che a Perugia  mostrava il suo splendore. Questo può accadere anche per gl’insetti, a differenti latitudini e non solo, in fiumi differenti, la percezione del colore dello stesso insetto può essere interpretata in modo discordante. Una sera d’estate sul Santa Susanna. Questo fiume, per inciso, è spesso pescato nei tempi sbagliati. Molto frequentato nei momenti di poca attività e tralasciato nei periodi migliori, vedasi estate inoltrata. Quella sera le trote davano priorità al colore dell’imitazione. La concomitante caduta di spinner insieme alla schiusa serale faceva si che le trote si portassero  facilmente verso la superficie. La priorità  delle trote era sugli spinner. Bollavano su delle spent su amo 18 color marrone scuro senza nessun problema, anche se le dun sull’acqua erano di altri colori. A fine serata, quasi  a “buio” i miei compagni di pesca avevano terminato le imitazioni in quel colore  e hanno provato delle spentine della stessa fattura ma in color nero e oliva ed arancio. Queste mosche non hanno ricevuto alcuna considerazione; neanche una salita. Per verificare con più impegno il risultato ci siamo alternati nel lancio scambiandoci gl’artificiali, in modo da non attribuire l’eventuali catture all’abilità personale. Chi aveva la spent marrone prendeva, chi l’aveva in nero o altro colore: niente, neanche una “salita” o un rifiuto sul suo artificiale. Nonostante la tarda ora, era notte inoltrata, si poteva ipotizzare che le trote potevano distinguere tra il marrone scuro  e il nero. Tutti gli artificiali provati erano stati costruiti con gli stessi materiali, e dalla stessa persona, cioè io. Corpo in filo di seta, code barbule di collo di gallo e ali in polywing. La priorità delle trote in questo caso era lo stadio dell’insetto/colore.  Un’altra situazione estiva, sempre sul Santa Susanna, questa volta la differenza l’hanno fatta le ali delle imitazioni. Schiusa pomeridiana di Serretella Ignita. Diverse bollate stimate sulle subimmagini. Si potevano distinguere facilmente le bollate anche perché erano abbastanza frequenti,  il sole “a piombo” permetteva una facile visuale, sia dei pesci che della superficie dell’acqua. Le mangiate sulle dun erano semplici da osservare. Queste effimere sull’acqua sembravano avere le ali nere. Una volta in mano potevi constatare che in realtà avevano si il corpo oliva ma  le ali color grigio scuro, tipico delle BWO. Di solito delle mosche tradizionali, con poche hackles e corpo in quill hanno un rendimento costante in questa situazione. Forse possono perder qualche colpo nei confronti dei pesci del centro fiume,  più impegnativi, ma di micidiale efficacia nei confronti dei sottoriva. Questa volta no, non riuscivo ad ottenere alcun interesse nei confronti di quello che presentavo. Dopo diversi tentativi con imitazioni differenti di bwo, senza raggiungere alcun esito, comincio a spazientirmi. Vedo cosa mangiano ma non ottengo risultati positivi con le imitazioni relative. Un po’ contrariato per il risultato sfavorevole; in una situazione  facile da leggere, smetto di pescare e cerco più attentamente qualche idea ricercando qualcosa che non so nelle mie scatole porta mosche. Vedo alcune imitazioni di olive che avevo costruito anni indietro per pescare sul fiume Potenza. In questo  fiume il pomeriggio, per il tipo di luce che di solito c’e,   è molto difficile scorgere gl’artificiali durante l’azione di pesca. Avevo costruito delle imitazioni di olive medie con delle ali in punta di hackles color nero in modo da migliorare la visibilità dell’artificiale in acqua; così da poterlo seguire visivamente più facilmente in questa condizione di luce.  Le ali  in punta di hackles nere non erano state aggiunte certamente a titolo imitativo per quella occasione.  Invece qui, dopo qualche minuto ho capito che queste ali in punta di collo di gallo erano il dettaglio mancante all’artificiale per risultare catturante in questa circostanza.  Appesa al finale l’ “olivetta” in punta di hackles nere ha fatto salire tutte le trote che stavano bollando sulle dun. Probabilmente dal loro punto d’osservazione le fario vedevano il colore delle ali scuro così come lo vedevo pure io.  Stesso fiume  e stessi pesci una volta con priorità stadio insetto e colore/taglia del corpo, altra volta il dettaglio dominante era il colore delle ali. Situazioni che si ripetono in questo fiume nello stesso periodo, ogni anno, ovviamente anche oggi.Fiume Velino in inizio primavera. Nelle ore centrali anche quando tira la tramontana c’è la schiusa di baetis.  Belle “olive” sulla taglia del 14/16 vengono prese dalle trote allo stadio di dun. E’ una condizione di pesca abbastanza facile, vedi la trota su cosa sta salendo. Da manuale.  I primi anni mi sono intestardito a migliorare e rendere le mie imitazioni di dun di baetis  per questo fiume più efficaci, catturanti. Non ci sono riuscito, alla fine ho desistito e mi sono rassegnato. Continuo ad affrontare questo momento con delle semplici phasant tail galleggianti taglia 14 16. Niente mi ha dato dei risultati così  costanti e positivi come questo artificiale sulla schiusa di questo spazio di tempo. I pesci li vedo salire su una effimera vera color oliva, ali grigiastre e subito dopo attaccano una imitazione color marrone hackels brown/grigio, la mia. Non affermo che con delle imitazioni di olive non catturerei niente, ma per la mia esperienza su queste acque, non conosco niente di così valido in questo periodo su questo fiume. Nei primi anni attribuivo questi risultati a dei pesci non selettivi, che magari mangiavano una volta la dun ma non disdegnavano anche una ninfa in procinto di schiudere (le ninfe di molte baetis sono color marrone scuro) magari la phasant tail come mosca d’insieme l’avrebbe potuto imitare pure questo stadio!?Raffaele De Rosa la considera il “fregoli” delle mosche, e sostiene che anche quando è la mosca sbagliata qualche pesce te lo fa sempresalire.  Ora con più esperienza non ho una risposta da darmi che mi convinca, ma sono venticinque anni che la stessa storia si ripete con lo stesso risultato e certamente i pesci non sono gli stessi. La teoria della mosca “esatta” un pochino vacilla.Il fiume Nera negl’anni ottanta è quello che mi ha creato più problemi per le schiuse miste di giugno, specialmente il tratto di fiume tra Sant’Anatolia di Narco e Scheggino. Anche se questo fiume è stato sempre da preferire per la pesca in caccia per ottenere dei risultati con dei pesci di taglia.  Il fatto di non capire cosa mangiano le trote o capire cosa stanno mangiando ma non risolvere il rebus dell’artificiale è un “affronto” duro da digerire per un pescatore a mosca.  Naturalmente non faccio eccezione. Se ti capita la sfortuna di trovare le trote che sono interessate alle ninfe in esclosione sotto la tensione superficiale sono dolori. Spesso su questo pezzo di fiume accadeva questo. Sono arrivato a fare delle cose molto particolari per cercare di risolvere a mio favore questo momento d’attività frenetica. E’stato impossibile imitare il movimento delle minuscole ninfette. Si muovono in maniera spasmodica sotto la superficie  nel tentativo di  cercare di rompere la tensione superficiale. Questo rende eccitate le trote che ci bollano in modo fragoroso. Anche se vedi la bollata, la mangiata è appena sotto la superficie. Ho costruito delle ninfe su amo diciotto, snodate, cioè realizzate su due piccoli ami per cercare di rendere vivo l’artificiale con il movimento “snodato” al momento del recupero o dell’alzata della canna. Nessun risultato degno di nota. Mi sono ridotto  a portarmi dietro un barattolino con la citrosodina effervescente. Ci immergevo la ninfetta e poi fiducioso lanciavo nella speranza che quella effervescenza, quelle bollicine appena sotto la superficie provocata  da questa sostanza digeribile, agisse per far sembrare l’artificiale attraente, reale. Idem come sopra. Questo sistema è poi tornato  utile per i black bass anni dopo. Un giugno di molti anni fa con Maurizio Duili per diciassette sere di fila siamo andati su questo tratto di fiume a pescare. La motivazione che ci ha spinto in questa maniacale presenza sul Nera era quella di  cercare di capire ciò che non riuscivamo a decifrare. I pesci erano interessati a queste ninfe in procinto di schiudere, ma nonostante tutto ci sembrasse così chiaro non riuscivamo a trovare un artificiale adatto allo scopo. Ogni sera si partiva alle cinque da Perugia ,  occupavamo il posto di pesca senza pescare. Ci serviva di proteggerlo  ed evitare di farci pescare altri pescatori e lasciare la zona tranquilla in pace, nella speranza di far uscire tutte le trote al momento/schiusa. Più pesci uguale a più possibilità di catture. Pura teoria. Verso le otto e mezza cominciava l’attività delle trote. Non enormi,  le più grandi raggiungevano a malapena  la misura di venticinque centimetri, non c’erano i no-kill a quei tempi. I pesci bollavano, ma noi non catturavamo niente. Cambiavamo artificiali  su artificiali e con il guadino prendevamo qualche insetto per cercare di comprendere qualcosa. Poi a notte fonda arrivati  a casa, via a costruire nuovi artificiali nella speranza di aver “capito”. Per poi ripetere la stessa esperienza il giorno successivo. Questo per diciassette giorni consecutivi. Quando  andava bene la sera in azione di pesca, c’era solo qualche pesce che  saliva per curiosità sul cast connector color arancio (i primi input per la mini chernobyl) a quei tempi se ne faceva un largo impiego per la giunzione finale e coda. Il primo pesce è stato catturato alla decima serata di pesca, ma i pesci cominciavano a mangiare pure le dun , non più solo le ninfe in movimento. Non era più la situazione delle serate precedenti, quindi le catture non avevano più  lo stesso valore. Comunque ci siamo rifatti con numerose catture nell’ultima settimana. Questa volta la priorità era stata:lo stadio dell’insetto e il movimento.Non in tutto il Nera c’è la stessa situazione in giugno. La schiusa serale, mista, la puoi affrontare con un’imitazione di dun oliva, possibilmente hackleata, anche abbastanza “vestita”. Utilizza questo artificiale anche se sei circondato da numerosissime effimere color arancio/marrone intenso, poi verso le nove , nove e dieci dopo i primi rifiuti sulle olivette, le trote stanno cambiando menù, appendi al finale una red spinner amo 16 e catturi tutte le altre trote che bollano intorno. Quando finiscono le bollate è arrivato il momento della sedge.  E’ da sempre così, almeno da quando l’ho scoperto alcuni lustri fa.La Tail Water Tevere è molto buona in estate. E’ uno dei questi posti dove le trote di taglia salgono anche a degl’insetti molto piccoli durante la schiusa. Come tutte le tail water è ricca di microfauna bentonica,  anche se di taglia minuscola.  E’ uno di quei posti dove l’imitazione fa la differenza e molto spesso il dettaglio dell’imitazione, il particolare, fa cambiare il risultato della giornata di pesca in positivo. Nei pomeriggi estivi è solito vedere schiudere ininterrottamente diversi tipi di effimere ed i temoli e le trote sono in attività continuativa. In alcuni posti come il tratto denominato “l’università”. Per il fatto di essere uno dei  più frequentati dai pescatori, spesso i pesci sono ancora più selettivi e difficili da ingannare. Anche se si può osservare che i pinnuti salgono su delle subimmagini regolarmente, le  relative imitazioni costruite con ali in  cul de canard o artificiali vestiti  con poche o troppe hackles di collo di gallo zoppicano, e non riescono a dare risultati regolari in numero di catture . In questa circostanza ho potuto constatare, con puntuale ricorrenza, che con l’aiuto del diametro del filo più sottile  e l’imitazione dell’insetto a stadio di spent si traggono in inganno facilmente i pesci che stanno bollando sulle dun. L’unico accorgimento sta nel fatto di utilizzare il colore della dun  che schiude in quel momento e non quello dello spinner, come sarebbe più logico. Puoi tranquillamente pescare con queste imitazioni ogni pomeriggio dei mesi estivi ed avere risultati positivi con  continuità disarmante. Questa intuizione mi ha reso diverse soddisfazioni. E’ capitato più di una volta  che dei “pseudo puristi” che mi attribuivano la capacità di utilizzare solo il foam si sono trovati a vedermi catturare trote e temoli a ripetizione con queste imitazioni di spent, mentre le loro riproduzioni “pseudo naturali” passavano inosservate. In non poche occasioni mi è stato chiesto di mostrare l’artificiale con cui stavo pescando, non ostentando poca vanità ne ho regalate  pure alcuni. A proposito di foam, penso che la mosca in assoluto che mi abbia dato più soddisfazione sia l’extended body color brown. (vedi fly line foam contro tutti) A fine ottobre ed inizio novembre sul Tevere le schiuse di serratela ignita sono le più consistenti dell’anno. Qualche volta ci è capitato di contare più di cinquanta sessanta insetti in un metro quadrato d’acqua. I pesci impazziscono. In maggior modo sono stregati dalle dun. Sulle correntine, le trote in special modo, stazionano sotto la superficie dell’acqua e fanno incetta di insetti. Sono condizioni di pesca molto belle da vedere ma difficili da ottenere dei risultati concreti. Di solito tante bollate e poche catture. In queste circostanze, non essendoci un inizio, un centro e fine schiusa così definito, a causa del lungo tempo di schiusa, la maggior parte degl’artificiali fa cilecca, o quasi. Gl’alberi lungo il fiume hanno già perso molte delle loro foglie forse è il momento peggiore  per avere una buona visibilità sull’acqua dei nostri artificiali. Il corpo brown in foam con tre barbule di canard nero sembra la soluzione ideale. I pesci mangiano su corpo verde e ali dun scuro, ma non disdegnano questa imitazione se presentata bene che visivamente e teoricamente sarebbe sbagliata. Non per le trote ed i temoli. Stesso contesto del Velino anche se schiusa differente e stagione differente, tipo d’acqua differente. Qual è la priorità questa volta?  Volutamente ho fatto riferimento ai colori degl’insetti e non ai nomi di questi  per semplicità e di  più facile lettura.Mi posso considerare fortunato. In poco più di un ora di  macchina, al massimo, ho quattro fiumi con cinque aree a regolamento specifico dove per nove mesi all’anno poter pescare e guidare i miei clienti su queste acque. Spero che , egoisticamente, diventino sempre più difficili in modo che più persone ricorrano all’ aiuto della guida di pesca, magari quel giorno potrei essere disponibile. Luca Castellani