L’uscita di questo numero coincide con l’inizio del periodo migliore per la pesca ai salmonidi nei nostri laghi. L’ultima volta abbiamo parlato del lago gestito dai ragazzi del Loch Style FlyFishing Club, questa volta vorrei raccontare di un’altra  iniziativa che ci permette tra l’altro anche di non appendere la canna al chiodo durante il periodo invernale, nata dalla mente dell’eclettico avvocato Stefano Tinarelli : il Parco Laghi Acquapartita.

Il parco laghi e nato negli anni 1999/2000 con la progressiva acquisizione da parte di una società  privata dei diritti di pesca su una serie di laghi e laghetti appenninici di dimensioni medio piccole, per complessivi 18 specchi di acqua di varie dimensioni, di cui attualmente 13 sono aperti alla pesca. Si tratta di bacini quasi tutti di origine naturale, tranne i tre laghetti realizzati a scopo idroelettrico ad Alfero, alimentati da sorgenti ed acque superficiali , siti sulle pendici del monte Comero, in provincia di Forli/Cesena, non molto lontani dal crinale appenninico su cui insiste in Parco Nazionale delle Foreste Casentinesi.

La maggior parte dei laghi si sono formati nel 1850 a seguito di un imponente evento franoso,dovuto ad un evento sismico di grandi proporzioni, che ha prodotto la formazione degli invasi, di tipologia assolutamente anomala in un ambiente appenninico.

I laghi hanno fondali in parte rocciosi, ed in parte di arenaria e sabbia, con rilevante apporto di acque superficiali assai ricche di sostanze nutritive, che favoriscono un notevole sviluppo della fauna ittica, composta da salmonidi, ciprinidi ed altri predatori come lucci, persici reali, bass e lucioperca.

Sin dall’inizio la gestione e stata improntata a criteri di gestione scientifica della popolazione ittica, oggi in notevole equilibrio con esemplari di molte specie di dimensioni assai differenziate ed in gran parte in grado di autostenersi per riproduzione spontanea, il che consente la pesca ricreativa su pesci selvatici od ambientati nei laghi da lungo tempo.

Particolare attenzione e stata data alla ricerca ad all’ambientamento di ceppi di trota europea (brown trout) di origine lacustre, e provenienti da popolazioni selvatiche pure centro-europee selezionate in base a ricerche genetiche e compromesse dall’addomesticamento.

La pesca sin dall’inizio e stata improntata al rilascio del pescato, ed all’uso di esche artificiali ad amo singolo privo di ardiglione.

Tale regolamento e stato via via esteso a quasi tutti i laghi, dove oggi pertanto si registra la presenza di esemplari di notevoli dimensioni di varie specie.

La disciplina più praticata in tutti i laghi e quella della pesca con la mosca artificiale, alla quale estato riservato in via esclusiva uno dei laghi piu importanti, (Lago Lungo) seguita dallo spinning pure praticato in quasi tutti i laghi.

La pesca e consentita per l’intero arco dell’anno. La realizzazione dell’attuale stato di cose e stata frutto di un processo assai complesso, che ha riguardato sia la creazione di una importante popolazione ittica, e sia la divulgazione e la pratica di tecniche di pesca prevalentemente con l’uso degli artificiali e con ogni accorgimento utile al maggior rispetto possibile della fauna ittica. Lo sforzo fatto e stato incentrato soprattutto nella ricerca di dar vita a condizioni di pescosita’  del tutto similare a quelle esistenti in ambienti del tutto naturali , quindi basata sulla presenza di pesci selvatici od ambientati, sia pure certamente presenti in popolazioni numerose a causa della eliminazione di ogni forma di prelievo in quasi tutti i laghi. L’inserimento in un contesto ambientali in cui predominano le distese boscose, la assenza di ogni forma di inquinamento e la altissima qualità delle acque favoriscono lo sviluppo della fauna acquatica e la presenza in gran numero di insetti sia acquatici che terrestri che costituiscono una fonte assai importante di alimentazione dei pesci  e certo favoriscono, con la presenza di schiuse e sciamature, la pratica della pesca a mosca in ogni stagione. Vado a pescare al parco laghi più volte durante tutto l’arco della stagione, e mi sono fatto l’idea che i mesi migliori per  le catture dei salmonidi vanno da marzo a giugno ( specialmente per chi ama la tecnica lock-style con il trenino di tre chironomi o di sommerse classiche britanniche) per riprendere poi  il  picco massimo a settembre  fino all’inizio di dicembre. Poi arriva il periodo della frega e tutto si complica ancora di più, se fosse possibile.  La maggior parte dei pescatori a mosca hanno un approccio alla pesca al lago come con <la volpe e l’uva>. Non gli piace perché…………… lo lascio immaginare. Avoler essere obbiettivi si deve riconosce che è una pesca tecnica e non alla portata di chi è abituato a dedicare le proprie uscite soltanto in torrente, dove a lanciare dietro il masso sporgente al centro della corrente o sotto la riva dietro il tronco semi sommerso è la situazione più complicata della giornata. In fondo la pesca è un piacere intimo ed è giusto rispettare le proprie esigenze ed i propri gusti. Ognuno si diverte come vuole, ma la difficoltà che molti riscontrano nella pesca in lago con la mosca è dovuta anche al fatto che in  tanti “ripiegano” a praticare questa tecnica soltanto nei mesi centrali dell’inverno. I più ostici per fare questa esperienza. I meno adatti per avere dei buoni risultati. Specialmente per i neofiti.  Il mio consiglio, se a qualcuno può interessare, sarebbe quello di sfruttare questo periodo spendendo qualche uscita in più sul lago  dove c’è il rischio di avere un buon riscontro di successi e tralasciare un po’ la pesca alla trota nei torrenti, dove in questa fase della stagione “il cappottino”, o al massimo prendere due trotine nelle ore centrali della giornata , se va bene, sono sempre in agguato, mentre nel lago l’attività in questo periodo è buona tutto il giorno.  Tutte le tecniche da lago ora cominciano ad essere efficaci, code galleggianti, intermedie e affondanti tornano utili secondo le differenti ore del dì. Un “coup de soir” fatto in una sera d’aprile, di maggio o giugno, per quelli che pescano soltanto a secca, avranno difficoltà a dimenticarselo per il piacere provato.  Devo dire che tra i laghi del comprensorio del Parco Laghi,  il Lago dei Pontini (mosca & spinning) è il mio preferito, forse quello dove ho capito meglio i fondali. Anche se spero sempre di non trovare degli spinningofili quando voglio pescare li.  Nel Lago Lungo si pesca soltanto con la mosca artificiale, ma per la profondità consistente dell’acqua la pesca è abbastanza ostica quando le trote si abbassano in profondità. Quello che mi piace di più è quello di Acquapartita. Quando invece ho qualche cliente fissato per il “dryfly only” accompagnarlo lungo il percorso “Fario” è l’ideale. In merito agl’appassionati della mosca secca mi ricordo un episodio del 5 maggio 2001. Stranamente mi ricordo la data perché ero con amico interista, ed era molto triste. Non vorrei infierire, ma dalla fine delle partite e dalla perdita dello scudetto da parte dell’Inter (non sono tifoso juventino) all’imbrunire si è consolato: abbiamo catturato più di una cinquantina di trote a testa con una semplice Cernobyl nera sull’amo dell’otto.  In conclusione non c’è che dire, il Parco Laghi è pieno di pesci, non solo di salmonidi. E’ alla portata di tutte le esigenze dei pescatori, sia neofiti od esperti anche perché i laghi sono strapieni di pesci. Si possono spendere delle giornate di pesca li anche solo per mettere a punto mosche e tecniche di pesca, con il numero di trote presenti è abbastanza facile valutare più o meno l’efficacia dell’esperimento che si sta portando avanti. Se qualcuno vorrà provare non ha che da contattarmi.

Un grazie di cuore all’avvocato Tinarelli per il coraggio e la lungimiranza che hai avuto nel portare avanti questa realtà che oramai è famosa anche fuori dai nostri confini.

Luca Castellani