E’ la miglior mosca secca da temoli  per la Tail Water Tevere che io conosca. Avrebbe  l’apparenza di un dichiarazione presuntuosa!. Forse lo potrebbe pure sembrare!. Non è la mia intenzione. Figuriamoci.  So che  non è mai carino sentenziare,  sia per onestà intellettuale e perché non c’è nessuno che può giurare su una veridicità assoluta di quello che sta sostenendo. Non esiste sempre un’unica verità. Questo vale specialmente quando si parla delle cose che riguardano la pesca mosca.Anche se questo ci piacerebbe molto. Se meditiamo che non sia vero siamo dei bugiardi; anche con noi stessi. Quante volte ho sentito raccontare con passionalità davanti di una platea di pescatori che sono andati in “bianco”:< mangiava solo questa……>.  E…. se ci piace a tutti….. poter riportare questo; pontificando verso quelli che non hanno risolto il dilemma mosca in quella occasione dove noi siamo emersi!. Goliardia?   Di certo oltre che essere una debolezza umana, è linfa per il nostro ego!!!!! In fondo non è la cosa peggiore che ci accade durante una qualsiasi  giornata della nostra vita.  La mia , comunque, non vuole essere una fanfaronata ma è  soltanto l’affermazione sul risultato di una mia indagine condotta negl’anni. I risultati trasformati in numeri dal mio diario di pesca. Annotati , elaborati  e catalogati ed infine usati statisticamente. Sono le conclusioni in quantità numerica  dei temoli catturati  durante le mie uscite di pesca. Soltanto questo. La raccolta dei dati delle catture del timallide nell’arco degli anni consacrano la miny chernobyl come l’artificiale  più catturante in caccia, selezionando specialmente le misure : sette temoli di taglia su dieci  vengono a riva per merito di questo inganno  misto a cul de canard, filo di montaggio e foam.   Per me non può non essere che il migliore artificiale nell’arco della stagione di pesca visto i dati raccolti. Lascio al lettore la valutazione e il giusto peso che per abilità personale, conoscenza, esperienza e preferenza, vorrà dare a questa “moschina”, sempre se intenderà  utilizzarla. Gli “odianti” del foam  storcono il naso quando sentono parlare o leggono qualcosa su questo materiale.  Ma questo argomento porterebbe a delle valutazioni dai risultati contrastanti privi di certezze dal momento che si formerebbe un gruppo fautore del naturale e l’altro del sintetico.  Sarà poi tutto vero poi che usiamo solo materiale naturale per costruire i nostri artificiali? Dove mettiamo una riga per stabilire dove finisce la tolleranza al sintetico? Siamo onesti!. Comunque sarebbe una diatriba inutile, ognuno sosterrebbe delle perizie oggettive contestabili dall’altra parte e ciascuno rimarrebbe della propria opinione convinto di essere nel giusto.  I pescatori più logici invece ne prendono atto e usano quello che gli fa comodo. Al momento che serve; e se gli va di fare questa scelta. E se in fondo, la cosa più importante se la ritengono quella giusta. Mi sento di far parte di questa terza schiera di pam. In ogni caso si scrive per dovere di cronaca e non per fare proseliti o convertiti,  almeno questo vale  per me. Anche se lo trascuro questo è un problema che qualche volta avverto anche con i miei clienti italiani. Faccio a volte fatica a comprendere  l’atteggiamento ostile verso quello che non è “l’emergente”, tassativamente in cul de canard. Quello che riguarda  l’uso della ninfa o dello streamer è per questi soggetti un sacrilegio solo parlarne. Le imitazioni di tutte le cripple, di ogni costruttore famoso, sono presenti e ostentate nella scatola porta mosche, ma non hanno nei loro numerosi flybox di foam una banalissima mosca assemblata con un montaggio classico : coda-corpo-ali. Una mosca da presentare ad un pesce che sta mangiando in superficie delle mosche color oliva. Come in tutte le parti  e latitudini del mondo la maggior parte dell’anno accade: un bel tre, cinque o sette giri di hackles di gallo su corpo in quill di tacchino o filo o seta di color oliva. Lo so è incredibile ma accade più spesso di quanto si possa immaginare. ICon questo tipo mentalità figuriamoci se usciamo dagli schemi come spesso possono storcere il naso quando gli propongo di appendere al finale una mini chernobyl!. La nuova tendenza della pesca a mosca  è che i pesci devono mangiare solo le cripple o le stillborn. Spesso i pinnuti non  sanno della nuova moda.  Di contro c’è che poi è più difficile fare sostituire durante l’azione di pesca, una volta utilizzata, una mini chernobyl con altre tipologie di mosche. Merito del numero delle catture che hanno  effettuato con queste. Mi accade non di rado che a fine giornata,  i pescatori che ho accompagnato al fiume, mi comprano sempre tutte quelle che mi sono rimaste nella scatola porta mosche. Non mi dispiace. Il motto dei pifferai: un soldo per cominciare e due per smettere. Misteri della pesca a mosca. Il numero dei colori che consiglio per costruire questi artificiali sono tre: il nero, l’arancio ed il rosa. Ne utilizzo pure realizzati in altri colori come il viola o il verde fluò o il testa di moro ma ancora non sono in grado di dare dei risultati certi degl’esperimenti. Sono solo pochi anni che esperimento e che prendo appunti con questi colori quindi, è un po’ prematuro scrivere con un’idea certa. A maggio sulle nostre acque il nero e l’arancio la fanno da padrone poi, con l’arrivo del caldo,  il rosa da molte garanzie in continuità di catture. E‘ un ottima mosca da caccia ed ha una buona costanza di risultati pure sulle bollate rade, in tarda estate ed autunno il rosa anche sulle copiose schiuse di “pale watery” spesso non fa cilecca anche se la silouette “non ci azzecca”.  Misteri della mosca? Chissa?!. Non pochi pescatori sono rimasti sorpresi dall’efficacia di questo artificiale anche su altri fiumi. Un paio d’aneddoti. Anni indietro sull’Adige , in autunno , trovai una giornata senza vento e con cielo coperto. Perfetta  per la pesca, ma anche rara da quelle parti. Tanti pescatori a mosca “a bagno” presentavano i loro magnifici inganni ai temoli, ma solo i più piccini davano qualche accenno d’interesse a quelle mosche artificiali. Tutti si stavano lamentando della taglia dei temoli. C’era un invasione dei temoli nati la primavera precedente. Uno spettacolo e una grande felicità dà questa dimostrazione di vita. Solo  la natura sa essere così grandiosa. Avevo con me solo la canna in bamboo da sette piedi, armata con una  coda in seta di Terenzio.   Riesco a prendere posizione su una corrente appena abbandonata da tre pescatori che avevano desistito credo per il mancato buon risultato. Se ne stavano tornando verso la loro auto.  Appendo al finale  una mini chernobyl rosa. Prima passata, vedo,  ma soprattutto odo il rumore della mangiata sul mio artificiale. IL pesce si è comportato come se fosse un trota che salta su un tricottero. Lo ha attaccato come se avesse una fame ingorda. Un bel temolo intorno ai quaranta centimetri è finito dopo una lotta non troppo lunga nel guadino. Lo libero della mosca e lo rimetto in libertà. Rilancio. Pochi secondi dopo il “fratello” di quello rilasciato poco prima era rimasto ingannato dal pezzettino di foam/canard rosa. Stessa operazione, slamatura e rilascio. A quel punto sento delle voci dietro di me. Continuo a pescare e catturare pesci più o meno intorno alla taglia descritta. I temoli intorno ai trentacinque centimetri sono già dei bei pesci in tutte le acque che conosco. Quei tre pescatori, due dei quali già cambiati pronti per il rientro a casa,  erano tornati indietro ed erano immobili  dietro di me sulla riva e stavano commentando qualcosa tra di loro. La terza persona che aveva ancora gli stivali entra in acqua e si avvicina e mi guarda pescare; credo che stava cercando di capire con cosa stavo pescando. Catturo ancora  altri temoli. Tiro fuori dal giubbetto la scatolina delle mini chernobyl per sostituire con una uguale, quella che avevo  appesa al finale. Era troppo imbevuta del muco del pesce e non galleggiava più perfettamente e cominciava a perdere colpi. Ritengo questo uno dei motivi dell’efficacia di questa mosca; “deve galleggiare sopra la superficie dell’acqua altrimenti perde credibilità”. A questo punto il pescatore che mi si era avvicinato in precedenza  mi  rivolge la parola e chiede:< quanto vuoi per quella scatolina di mosche?>. Rimango un po’ sorpreso per la richiesta e non so cosa rispondere, soprattutto non sapevo di averla messa in vendita. Lui mi incalza dicendo:      < trecento euro e ti lascio le mosche per pescare oggi?>.  <Beh, non so >dico io. < Allora?. Affare fatto?>.  Penso un po’ e poi decido. <Si>,  è finita con l’affare fatto, per entrambi. Stessa cosa mi è accaduta a Sansepolcro,sulla Tail Water Tevere ma l’offerta questa volta è stata apparentemente un po’ meno conveniente per me, duecento euro “soltanto”. A dir la verità in questa occasione la scatola era non proprio piena. La prima cosa che ho pensato questa volta: <E’ una mania questa di volere le mie scatole!>. La proposta mi è stata fatta dopo l’accadimento di una circostanza analoga a quella di Rovereto. In Tevere  è capitato quello che era già successo in Adige, cambiavano solo i miei interlocutori ed i pesci, in questo caso: trote. Un pescatore che mi aveva visto in pesca nel tratto che chiamiamo la “piana dei sospiri” o “muro del pianto” si era convinto che quelle mosche fossero indispensabili da avere nelle  sue scatole.  Ho accettato l’offerta. Così  ho preso una decisione: mi sono messo a costruire moscheper amici, amici degl’amici e conoscenti. Questi qualche giorno prima di arrivare in Tail Water Tevere mi danno un colpo di telefono così  posso suggerire loro le mosche giuste per il periodo stagionale. Altri amici in Adda parlano molto bene delle mini chernobyl anche per le trote. Anche oltre Alpe non vanno così male. Su  “FlyFishing & Flytying Magazine”,(UK) un cliente inglese e sulla rivista americana “The Angling Report”, un pescatore newyorkese hanno decantato l’originalità e l’efficacia di questo artificiale.  Catturano pure nelle loro acque. Anche Fly Line ha dedicato due articoli all’argomento. Non potrei pretendere di più da una semplice intuizione. Se m’incontrate, per favore, non fatemi alcuna offerta per la mie scatole di mosche. Fatemi una telefonata o mandatemi una mail e vedrò se se sarò in grado di potervi accontentare.


Mini Chernobyl  Nera
Amo:     tiemco 902 BL o Hanak  H 100 BL misura 18

Filo:      nero 8/0Corpo:   foam Brico nero

Ali:         cul de canard  giallo

Testa:    filo di montaggio nero


Mini Chernobyl  Nera (versione  controluce o rive senz’alberi,  vedi Gorga Buia)

Amo:     tiemco 902 BL o Hanak  H 100 BL misura 18

Filo:      nero 8/0Corpo:   foam Brico nero

Ali:         cul de canard  nero

Testa:    filo di montaggio nero

Mini Chernobyl  Rosa
Amo:     tiemco 902 BL o Hanak  H 100 BL misura 18

Filo:      nero 8/0

Corpo:   foam Brico  rosa pallido

Ali:         cul de canard  rosa

Testa:    filo di montaggio nero

Mini Chernobyl  Arancio

Amo:     tiemco 902 BL o Hanak  H 100 BL misura 18

Filo:       nero 8/0

Corpo:   foam Brico  arancio

Ali:         cul de canard  giallo

Testa:    filo di montaggio nero