Ho ricevuto numerose richieste di informazioni di vario tipo in merito alla Mini Chernobyl, nonostante le varie pubblicazioni che sono già state edite  anche in altre riviste italiane ed inglesi.  La maggior parte di queste richieste riguardano le indicazioni sulla dimensione dell’artificiale,  e a seguire spiegazioni o degl’accenni specifici di come utilizzarle; in che acque e su che tipi di pesce. Molti amici o clienti mi hanno sollecitato di  scrivere qualcosa in più in merito alla mini Chernobyl,  questa mosca molto efficace. Eccomi, ci provo. Specificherò le esatte dimensioni. Spero sia questa cosa gradita.

Ci è voluto circa un decennio  perché   questo artificiale cominciasse ad essere  conosciuto ed utilizzato in giro per l’Italia e oltralpe.  Ho capito che qualcosa di buono avevo intuito ed avevo creato con questa serie di mosche quando ho scoperto che, sia un’azienda italiana ed un’altra francese avevano messo in commercio degl’artificiali come queste Mini Chernobyl; ma con altri nomi. Mio malgrado ho notato che non c’era stato nessun riferimento al sottoscritto, nei  due cataloghi dove sono presenti per la vendita queste mosche. Un accenno d’amarezza l’ho provata nell’immediato, nel vedere questi artificiali pubblicati senza riferimenti al mio nome. L’idea di brevettare un artificiale per la pesca a mosca mi fa sorridere, è una cosa che  non mi verrebbe in mente, è abbastanza normale essere già contenti di contribuire  con qualche idea all’evoluzione della pesca a mosca. Non m’interessa ricavarne benefici da terzi, anche perché mi rendo conto l’irrisorio giro d’affari che potrebbe mettere in moto un lavoro del genere. Sono in grado di capirlo anche  perché “vendo le mie mosche” ai clienti.  Pensavo, però,  che sarebbe stato etico e gentile,  magari per chi ci lavora,  alzare il telefono e dire: <Luca………………..,>. Con il tempo poi ho capito che in fondo mi è andata bene così.  Oggi se qualcuno mi dice che ha visto le Mini Chernobyl  su di un listino in vendita gli rispondo: < le mie sono altra cosa>.  Ed è vero.  Le mosche sono state ”copiate” soltanto a tavolino, senza tenere conto dei  “perché e per come “ pensati dall’ideatore.  In entrambi i casi non sono stati rispettati gl’aspetti cromatici, un punto di forza di questo artificiale;  e  tantomeno preso atto delleproporzioni e misure, fondamentali specialmente per un paio di colori con cui sono costruite queste imitazioni.  Questa serie di mosche è nata quasi per caso. In quei tempi stavo sperimentando delle idee costruttive con il foam, avevo capito che questo materiale è molto accattivante all’occhio dei pinnuti, e nello stesso tempo cominciavo ad avere  problemi con dei clienti “anzianotti” , i quali avevano difficoltà a vedere gl’artificiali  nell’azione di pesca. Non avrei mai immaginato che queste due realtà  si sarebbero ritrovate anche a confluire insieme, in un’unica direzione.  Ho visto pescatori storcere il naso quando hanno visto  dei miei clienti usare questa mosca con successo  durante una schiusa di “olive”.  E’ ovvio che avrei idea anche di quali mosche appendere al finale durante una schiusa di baetidi.  Se quel cliente ti ha appena richiesto: <Luca mi potrebbe cambiare questa mosca di maggio con qualcosa di più visibile?>  Cosa fai gli appendi al filo un olive dun hackleata , un canard oliva del 18 o cosa?.   Il problema da risolvere è della guida di pesca e non è mai del cliente. Se il tuo assistito non vede l’artificiale devi provvedere e inventarti qualcosa.  Il compito della guida è : fare fronte alle difficoltà del cliente con delle soluzioni altrettanto efficaci. Così per colpa (direi per fortuna nel mio caso) di queste problematiche legate al  mestiere che svolgo sono stato costretto a sperimentare nuove strade,  abbandonando il conosciuto, l’esperienza fatta. Queste nuove necessità  mi hanno trascinato ad avere intuizioni moderne che sto testando in continuazione, sono in continua evoluzione con un discreto successo. Quando vado a pescare per il mio piacere spendo sempre del tempo a cercare di razionalizzare queste nuova strada che ho imboccato. D’altronde se in una schiusa di olive funziona spesso una phasant tail, perché non può funzionare anche qualche altra cosa?  Il colore della phasant tail, teoricamente, non sarebbe quello giusto, il corpo è in coda di  fagiano (marrone-marrone scuro). Però opera molto bene con efficacia! Cattura. Qualcuno potrebbe obiettare che imita una ninfa galleggiante? Si ma se mangiano le dun? Che sono più o meno verde oliva/giallino.  Poi potrebbe accadere che le ninfe in alcuni fiumi tendano ad essere di colore grigio, (come alcune baetidi) allora in che modo la mettiamo? Che risposta abbiamo?  Direi che la teoria della mosca esatta porta a delle considerazioni molto soggettive, legate alla propria esperienza e alla nostra limitata conoscenza. Nessuno di noi è in grado di “sapere” tutto.  E’ molto azzardato dare delle certezze. Se fossimo  i proprietari di un bosco vedremmo la bellezza di quest’area in maniera differente se il nostro mestiere fosse fare il tagliaboschi o una guardia forestale. Eppure è lo stesso bosco, solo la visione su questo è diversa.  Immaginiamo d’affrontare la stessa situazione di pesca.   Sostenuta da tre punti di vista, cioè con quello di un occhio di un lanciatore,  uno da costruttore d’artificiali e uno da semplice pescatore.  Certamente tutti otterrebbero  più o meno dei risultati con la scelta data alla priorità  delle proprie convinzioni.  Ognuno  alla fine del confronto rimarrebbe della propria opinione convinto di essere nel giusto con l’ottica di come ha affrontato la situazione di pesca. Quello che costruisce dirà che la sua è l’unica mosca che i pesci  prendevano, il lanciatore dirà: < la presentazione l’ha fatta salire alla mia mosca>, mentre il pescatore sarà convinto che la sua strategia abbia fatto la differenza. Tutti avranno ragione. Ognuno  continuerà a dare la priorità alla propria convinzione.  Qui viene fuori l’influenza che sceglie la valutazione data dal piacere intimo. Questa avrà il sopravvento sulla razionalità.  Comunque a prescindere da quale categoria facciate parte sarebbe un peccato non usufruire di questa mosca acchiappa pesci.