Chi mi conosce,   sa bene della  passione che ho  per la pesca in lago con la mosca artificiale. Sia che essa sia rivolta ai percidi, esocidi od in inverno alle trote iridee d’immissione. Devo dire in verità che la svolta e il salto in avanti di qualità in questa tecnica di pesca, lo feci quando  a metà degl’anni novanta conobbi al Lago Santo Stefano di Città di Castello,  Jacopo Tinti e Alessandro Sgrani. A quel tempo la pesca in lago era da noi considerata soltanto la pesca con gli streamer, con coda galleggiante o affondante; io già avevo delle code affondanti che avevo utilizzato per la pesca ai salmoni della British Columbia che utilizzavo in quel lago per la pesca con quella tecnica; oppure con le classiche sommerse  il tardo pomeriggio lanciate a favore della leggera brezza (stile british: Black Pennell, Butcher….), altrimenti nei momenti di attività nulla, te la cavavi con il classico “ovetto”  costruito in yarn colorati. Spesso durante le giornate senza nuvole era questa la tecnica che la faceva da padrone, anche se  noiosa.  Ma in assenza di attività, dovuta alla nostra incapacità o non conoscenza , almeno avevi qualche volta la coda in “tiro”. Nessuno di noi a quel tempo possedeva una coda intermedia.  Quando vedemmo questi due “fenomeni”, Jacopo e Alessandro,  pescare sulle bollate con chironomi o ninfe a noi sconosciute ci si apri l’opportunità di fare  esperienza  in un nuovo mondo e modo di pescare. Fortunatamente questi due “personaggi” si rivelarono delle persone disponibili e ci permisero di frugare e rubare alcune delle  imitazioni dalle  loro scatole strapiene di mosche da lago; a noi ovviamente ignote.  Mai visto niente di simile, ancora oggi a distanza di anni. Sfruttammo questa opportunità ed il nostro gruppetto, per merito di questa conoscenza, ha tirato fuori tre o quattro pescatori a mosca in lago di buon livello. Grazie ragazzi.  Dopo un po’ di anni ci rincontrammo a San Donnino su questo lago della Fipsas dove a distanza di poco tempo divenne la sede del LOCH STYLE FLY FISHING CLUB FIRENZE. Questo l’ho copiato dal loro sito: http://www.facebook.com/pages/Loch-Style-Flyfishing-Club-Firenze/276303619056928

Il club, nato circa dieci anni fa  offre  l’opportunità di frequentare  il Loch Style Reservoir, un ambiente dedicato alla sola pesca a mosca artificiale, un’occasione per vivere un’esperienza di pesca a mosca in lago, pescando da riva, dalla barca o con belly boat. Al Loch Style si possono imparare nuove tecniche di lancio, di pesca, di costruzione mosche, incontrare persone preparate e disponibili per consigli tecnici o per avere informazioni sui migliori posti per pescare. Sono anche previste uscite di gruppo verso luoghi  adibiti  a questo tipo di pesca. Al  loch style si pesca con la coda di topo a tecnica  libera maobbligatoriamente no- kill con artificiali costruiti su ami senza ardiglione o con ardiglione schiacciato. L’ospitalità è uno dei nostri  fini principali per condividere lo scambio di tecniche, mosche ed esperienze con quante più persone possibili e quindi tutti coloro che lo frequentano possono usufruire di uno spazio all’aperto e un mini-lodge dove poter usare il barbeque o semplicemente fare uno spuntino. Anche per favorire tutto ciò periodicamente vengono organizzati pranzi e cene a cui tutti i soci possono partecipare anche insieme alle proprie famiglie in un clima amichevole.

PERCHE’ PESCARE  A MOSCA

La pesca a mosca  non è solo uno sport ma una filosofia e una nobile arte della pesca nel rispetto della natura,  per iniziare si possono percorrere due strade: quella del fai da te e quella di avvalersi dell’esperienza di chi conosce questa tecnica. Desideriamo condividere la pratica e la filosofia della pesca a mosca per essere sempre di più ad apprezzare questo hobby e coltivarlo, nel pieno rispetto della natura e dei pesci stessi, partendo dall’osservazione dell’habitat che li circonda. Il tutto per migliorare le proprie possibilità di pescare trote e temoli e altri  pesci. Chi desidera  approfondire le proprie conoscenze può anche può frequentare la sede del club dove ci ritroviamo ogni settimana  (ogni Giovedì alle 21,00) . I pescatori a mosca sono  i veri appassionati della natura, frequentatori dei sentieri d’alta montagna, delle valli dei nostri torrenti Quindi non ci si può improvvisare  pescatore a mosca e per questo ilnostro club come tanti altri vuol contribuire a organizzare /promuovere corsi per questa tecnica di pesca. Gli attuali soci sono disponibili e ben contenti di poter trasmettere le proprie conoscenze e tecniche a nuove generazioni di pescatori a mosca, quindi bambini e ragazzi sono i benvenuti per  imparare questa tecnica. Un ambizioso progetto! richiederà tempo ed educazione verso l’ambiente e gli animali e porterà ad una nuova dimensione della pesca a mosca e non solo. Vogliamo offrire loro l’emozione di rivedere il salto della trota fuori dall’acqua appena la mosca  tocca la superficie. Fine.

Sono affezionato a questo posto.  Per diversi motivi. Il primo è che ci ho svolto il primo servizioguida. Come potrei dimenticarlo!!!. Era la prima volta che qualcuno mi pagava per andare a pescare.  Sapeva d’incredibile a quei tempi per me. Poi credo di averci vissuto, in  una sera di aprile di diversi anni fa, uno dei più bei coup de soir che ricordi.  Pescavo controluce sulla brezza serale che tirava da poco tempo. Vedevo dei gran bei pesci  bollare.  Lanciavo e prendevano le mie mosche. Pescavo dalla barca. Avevo appena fatto una cattiveria; avevo accompagnato Maurizio a riva per espletare un bisogno fisiologico e sono ripartito immediatamente da solo perché non avevo voglia d’aspettarlo, non volevo perdere tempo, avrei voluto già essere lì posizionato sulle bollate. Se la sarebbe potuta cavare anche dalla riva.   Delle bellissime trote da tre quattro chilogrammi in ottima salute, hanno messo a dura prova la mia attrezzatura. Dinamite pura. Con l’energia che sprigionavano all’interno della rete dei capienti guadini da barca , due di queste mi hanno distrutto l’intelaiatura degli stessi, nonostante che le slamassi in acqua. Li hanno resi inutilizzabili. Due guadini metallici da barca fuori uso. Senza guadino l’ultimo pesce mi ha strappato il finale ed è finita la magia. Ho smesso di pescare.  Sembrava di vivere un’esperienza in lago della Patagonia o del Nord America.  Splendide sensazioni.  Dovuto alla vigliaccata che avevo fatto al mio compagno, dato che aveva lui la macchina fotografica, non ho potuto immortalare la serata senza eguali con quei splendidi pesci. Un’oretta di pesca memorabile. Ma Maurizio non  lo ha mai dimenticato e spesso lo utilizza per mettermi in cattiva luce ancora oggi. I ragazzi del club sono tutti speciali, come non essere riconoscenti anche solo per la disponibilità che sempre hanno nei confronti di tutti.  Ci sono tra di loro ottimi cuochi, e sono tutti allenati a bere il buon vino. E’ difficile competere con questi toscani su questo.  In un mitico incontro di qualche tempo fa,  era per officiare un invito per noi umbri  a gustare la bistecca  fiorentina presso il casottino del club.   Il dopo pranzo, era di un pomeriggio di gennaio, potevi vedere Stefano (uno dei miei) a torso nudo in piedi  sulla prua della barca,   pronto a  gettarsi in acqua per  tentare d’inseguire la canna che gli era sta portata via dalla barca da una trota. Vedevamo la canna “sciare” da un punto all’altro del lago, Ogni qualvolta che eravamo a tiro , pronti per recuperarla questa s’inabissava con la trazione che produceva il pesce. Tutto inutile.  Merito di Fulvio se non è accaduto questo; cioè non siamo stati testimoni e  spettatori del tuffo di Stefano.  In contemporanea con i riflessi lenti del dopo pranzo in un’altra barca, la mia, è volata via una 10 piedi Sage. La trota aveva attaccato la march brown che “ballettava” sulla superficie dell’acqua mentre remavo per dirigermi in un’ altra zona del lago.  Strappata dalla barca si è inabissata perpendicolare  come se fosse un galleggiante da pesca che segnala un’abboccata. Tanto era di Maurizio. I giorni successivi sono stati spesi nel tentativo di  recuperare l’attrezzatura persa. Senza toccare vino.

Pescare in questo lago è divertente. Il Lock Style è un lago molto tecnico. La profondità  significante dell’acqua spesso mette a dura prova l’abilità e le capacità tecniche del pescatore a mosca in lago. Se non salgono negli strati superficiali per merito di un vento  o del cielo nuvoloso o della pioggia è abbastanza complicato pescarci,  specialmente con le condizioni di cielo terso e assenza di vento. La quantità di pesce presente spesso aiuta a colmare queste difficoltà e qualche cattura si fa in ogni condizione. Divertente quando è più caldo è affrontarlo dalla ciambella. Comunque se ci andate a pescare: che sia Giovanni o Italo oppure Daniele o Paolo o Maurizio, ognuno di questi è un ottimo compagno di pesca per condividere una barca, chi scegliete sarà comunque una scelta ben fatta.  Però non invitateli a gare culinarie. A breve dovrebbe uscire il video di Massimo Magliocco con me e Alessandro Sgrani girato anche su questo lago, poi prossimamente mi adopererò per fare il possibile per segnalare le mosche da usare in questo lago in un prossimo articolo.

Luca Castellani

http://www.lucacastellani.it/it