Pescare dalla barca è forse più comodo che con il belly boat. E’ più facile lanciare, sia che si stia in piedi o seduti nell’imbarcazione. Si è su un piano differente rispetto alla superficie dell’acqua; le distanze che si possono raggiungere sono maggiori. La ciambella questo non te lo può offrire. E’ pure più facile lanciando dalla barca rimanere asciutti nell’azione di recupero della coda o del pesce. Data la stagione non è poco. Ma stare seduti nella ciambella dà una sensazione unica. Ti sembra di essere più a contatto con la pesca ed i pesci. Un’esperienza che consiglio di sperimentare.

La tecnica e la tattica è fondamentale in questa pesca, più che nelle acque correnti, come dico sempre. Tipo di recupero; posizione della canna; angolo coda/canna in funzione del vento sono solo alcuni accorgimenti che possono fare la differenza. Così come l’utilizzo del fluorcarbon rispetto agl’altri tipi di monofilo; il posizionamento corretto degl’artificiali sulla lenza predisposta per il numero di tre mosche potrebbero risolvere con un successo a nostro favore la giornata di pesca. Questa è la pesca del “dettaglio”, molto spesso piccolissimi accorgimenti adottati fanno la differenza. I successi però non durano mai per lungo tempo. Devi ricercare di nuovo all’interno della tua conoscenza e trovare nuove soluzioni per dare continuità alle catture. Praticamente devi ricominciare dall’inizio. Durante tutta la stagione, come dicevo, la maggior parte delle trote che vivono nel nostro lago ha stazionato in profondità, era conveniente quindi raggiungere con le nostre mosche quel livello di profondità per avere una costanza di catture. Quando si ripetono queste situazioni è opportuno far ricorso a delle strategie per essere sicuri di raggiungere quei livelli. E’ utile, in questo caso, imparare a calcolare quanto è veloce l’affondamento della coda, cioè cercare di sapere a che profondità stiamo pescando. Un trucco o un suggerimento oppure una buona regola è: cominciare a contare dopo aver lanciato la coda e presentato le mosche , dal numero cento fino al centotrenta prima di iniziare il recupero della coda. Centouno, centodue…….centotrenta. Dopo qualche tentativo senza avvertire mangiate, cominciare l’azione di recupero quando si arriva a contare al numero centoquaranta. Se niente accade portare avanti il conteggio a dieci numeri per volta fino quando non si trova l’altezza dove le trote stazionano e sono attive. Una volta trovato il livello di stazionamento dei pesci dobbiamo far passare gli artificiali a quella altezza. Sempre, fino quando funziona. Ora anche se non conosci a che profondità c’è attività, hai il timing di caduta della coda come riferimento e non puoi sbagliare a meno che non si cambi il tempo del conteggio.

Utilizzo in pesca tutti e tre i tipi di code: floating, intermediate, più livelli e sinking di diverso grado d’affondamento. Con la coda galleggiante uso un finale conico (no fluorcarbon) di nove piedi dove aggiungo due spezzoni di fluorcarbon di circa un metro, e lascio due dropper, per pescare con le tre mosche. Ci deve essere più distanza tra la mosca di punta e l’intermedia che tra la mosca di mezzo e la mosca più in alto (bob fly) per un equilibrio di lancio e di distendimento del finale. Sia che si utilizzi il lancio tradizionale che il froller. Se si rispetta questa regola si possono evitare degl’inguardabili grovigli e naturali perdite di tempo che si impiegano per poi districarli. Con la coda galleggiante non amo usare il finale in fluorcarbon perché non mi piace che la prima parte della coda venga attirata sotto la superficie dell’acqua. Il finale in fluorcarbon lo fa. Se galleggia bene mi permette un controllo migliore nella pesca con i chironomi, anche se mi penalizzerebbe con un recupero più veloce come quando pesco con dei lures (mosche d’attrazione), le mosche rimangono troppo in superficie e non lavorando bene non sono attrattive per i pesci. Preferisco il finale in fluorcarbon per la coda intermedia. Le mosche scendono più velocemente trasportate dal filo. Spesso si hanno mangiate anche in “caduta”. E’ difficile che usi mosche piombate o anche poco piombate. Senza piombatura i corpi e i movimenti degl’artificiali sembrano più naturali. Sono più catturanti nella maggior parte dei casi. Per la coda affondante invece uso di nuovo il filo normale anche per gli ultimi spezzoni dei tip. Questo mi aiuta a perdere un numero minore di mosche che altrimenti rimarrebbero attaccate sul fondale del lago. Il fluorcarbon ed il recupero lentissimo sono un binomio che sembra avere una calamita per acchiappare gl’ostacoli in profondità. Con il tip normale ho meno problemi, le mosche hanno più difficoltà a raggiungere il fondo del lago. Il finale che uso in questo caso è più corto.

Se si è dei bravi lanciatori, si possono usare anche finali più lunghi, specialmente da riva sono molto utili. Quando sei sopra i cinque metri (20 feet) di finale, come quelli che impiego, può già essere una misura più che sufficiente per fare le cose bene e non avere problemi. Le code che si utilizzano sono quasi sempre non inferiori al numero del sette, e qualche volta anche dell’otto o del nove. La scelta è dovuta da diversi fattori tipo se peschi da riva e vuoi arrivare più lontano, oppure se c’è vento forte o in giornate particolari. Oppure anche solo per piacere personale. La pesantezza della coda ti aiuta non poco a distendere il finale e presentare le mosche al meglio. Con la ciambella mi piace stare alcune volte anche più leggero. Se la situazione mi permette di pescare con la galleggiante o l’intermedia leggera uso una canna nove piedi , invece delle solite dieci piedi, con il mulinello caricato con una coda del cinque. La pesca così sirivela molto meno faticosa. La sera si è meno stanchi. L’attrezzatura leggera ti aiuta anche a percepire meglio gl’attacchi agl’artificiali e il recupero del pesce è pure più divertente. Qualche volta quando fai delle catture multiple, delle “triplette” o delle “doppiette” fatichi un po’ a metterle tutte nel guadino senza rompere il finale o intrecciare tutto. Avere questi problemi è comunque sempre meglio che andare a lavorare.

La misura del diametro del finale se si usano i chironomi come mosche artificiali può capitare di arrivare ad adoperare il diametro del dieci o del dodici, specialmente nelle giornate con poche nuvole e assenza di vento. Oppure nelle ore più luminose del giorno. Con il fluorcarbon bisogna fare attenzione ai nodi. Il nodo a barilotto con questo materiale non tiene, è meglio utilizzare il nodo del chirurgo anche per i dropper o spezzoni dove si legano le altre due mosche lungo la lenza. Per l’intermedia si può arrivare ad adoperare un filo del quattordici/sedici se si pesca con delle mosche d’attrazione. Con l‘affondante specialmente se pesco vicinissimo il fondale come con i boobies salgo alla misura del diciotto/venti di diametro. Tutto dipende anche dagl’orari della giornata, dal tempo atmosferico, dalla trasparenza dell’acqua, dalla diffidenza dei pesci e da quanta pressione di pesca ha il posto dove vai a pescare. Non esiste una regola fissa. Ci si deve arrangiare.

Qualche consiglio sulle mosche? . Ognuno ha le sue preferite. Ne parleremo in un prossimo articolo dettagliatamente. Non basta descrivere un dressing, o copiarlo da una rivista e pensare di essere pronti ad affrontare una stillwater. Queste mosche vengo concepite per farne un uso specifico. Alcune sono fantastiche e funzionano bene come mosche di punta, altre sono indispensabili come mosca intermedia, altre sono buone da attrazione come le bob fly. Invertite o non sistemate con criterio è come rimanere a casa e non pescare. Si ha lo stesso risultato. Ci vuole di fare un po’ d’esperienza. Però intanto per chi ha premura o vuole fare già sperimentazione c’è la possibilità di andare a rivedere e leggere lo speciale di Fly Line “Campioni” del 2006, o lo speciale dressing del 2007, “le mosche dei campioni”. Qui potrete trovare, se interessati, diverse ricette di artificiali che difficilmente perdono colpi su questo tipo di acque. Ma ancora più importante c’è la descrizione di come fare uso di queste imitazioni. La Diawl Bach, le Phasant Tail Hot Spot Series, diversi tipi di chironomi, la Sperma Fly, potranno aiutare il neofita ad avere qualche “arma” di sicuro affidamento, mentre il più esperto potrà confrontarsi con l’esperienza altrui e magari “rubare” qualche piccola intuizione e migliorarsi. Questa è la pesca del dettaglio, non dimentichiamolo.