Anni indietro per la vacanza “grande” di pesca, la più importante dell’anno, quella che ricade nel periodo che va dalla fine del mese di maggio e l’inizio di quello di giugno, ho dato la priorità nella scelta del fiume dove recarmi a pescare a quelle acque che mi hanno dato la possibilità di poter pescare durante la schiusa o lo sfarfallamento della mosca di maggio. Quasi sempre: l’effimera Danica. Per rendere l’idea e cercare di far comprendere meglio quali sono le mie esigenze e piacere nella pesca, sono andato alla ricerca di tipologie di corsi d’acqua tipo chalck stream o similari , dove fossero presenti questi insetti. Cosi che i fiumi danesi dello Jutland, Conge Au o Skjern Au o il “sacro” Unec in Slovenia o il “mitico” Gacka in Croazia, quasi sempre, sono stati la scelta prioritaria per molti anni consecutivi della vacanza “grande”, e non. Oggi con il mio mestiere di guida di pesca mi risulta più difficile allontanarmi dalle acque di casa perché quel momento coincide con un periodo di alta stagione per il mio lavoro. Sono comunque fortunato perché mi posso dedicare alle schiuse di Danica del fiume Nera. Con sincerità devo dire che le catture con le imitazioni di mosche di maggio nel nostro fiume umbro spesso coincidono con catture di pesci da ricordare, da foto, sia che ci si trovi nella zona di Borgo Cerreto o venticinque chilometri più a valle nel tratto di Ferentillo, quindi consiglio di non mancare all’appuntamento annuale della pesca con l’imitazione di mosca di maggio sul fiume Nera nella prossima stagione, ne vale veramente la pena . Questo anno abbiamo avuto con un inverno e una primavera che sono stati generosi con neve e pioggia. Basse temperature, spesso molto sotto la media stagionale, non ci hanno abbandonato fino ad inizio estate. Continue piene e livelli alti anche per problemi idraulici ci hanno perseguitato fino ad oggi rendendo più complicata, ad un occhio poco attento, la pesca. Probabilmente l’amministrazone provinciale di Perugia pensando che la frega naturale delle fario abbia sofferto queste condizioni, dovrebbe aver aiutato il Nera immettendo i nati in incubatoio di questo anno all’istituto ittiogenico di Borgo Cerreto, su tutta l’asta fluviale. Non possiamo che dire: <Grazie, Dott Natali, un bel lavoro>. Almeno credo che sia andata così, visto quello che si può osservare in acqua. Speriamo bene per il tratto del “libero”. Questa, comunque, è la mia opinione. Ancora ad oggi siamo molto in ritardo con la stagione. Fine luglio, nella parte alta del Nera e si comincia solo ora ad intravedere la nascita del finocchio selvatico. Di solito già ad inizio giugno “mangia” i sottoriva creando rifugi per i nuovi nati ed in qualche punto il nascondiglio per qualche trota più che interessante. In altri punti dà origine a degl’isolotti dove le libellule si mettono in posizione tipo plotone d’esecuzione in attesa che qualche effimera schiuda. Vita dura per questa ultima: quando si salva dall’esser ghermita dalle trote, e riesce a prendere il volo dalla superficie dell’acqua ecco che il plotone parte per attaccarla. La libellula più capace, quella che riesce a catturarla in volo, la tiene immobilizzata, stretta con il morso delle mandibole , in attesa di poter tornare sul finocchio a mangiarsi la sua dun in santa pace. Queste isole di piante acquatiche sono dei freni naturali alle correnti d’acqua e, creano posizioni buone per lo stazionamento serale delle trote di taglia. Le piene hanno creato un continuo movimento del fondale probabilmente hanno influito oltre che alla mancanza di vegetazione acquatica anche sulla scarsità delle schiuse di quest’anno. Anche se il Nera non dà il meglio di se durante le schiuse. E’ un fiume da pescare in “caccia”. L’unica eccezione di questo anno considerando il numero di insetti visti schiudere è: l’effimera danica. Si è avvistata già i primi giorni di maggio e perfino in questo fine luglio si possono scorgere saltuariamente delle dun durante le ore di luce. Gli spinners, più numerosi numericamente delle prime, si vedono volare anche oggi, principalmente al crepuscolo, insieme alle ritrogena, serratella e baetis, e qualche tricottero. Sporadiche presenze rispetto alle stagioni normali dove le sedge si vedono in gran numero per tutto il periodo estivo e autunnale. Praticamente abbiamo avuto una stagione di pesca con la mosca di maggio prolungata, durata circa tre mesi. Forse per l’assenza o la scarsità momentanea dei tricotteri le trote non hanno disdegnato di salire anche sul boccone isolato all’imitazione della danica. Praticamente queste imitazioni hanno messo in secondo piano in questo periodo l’imitazione regina del fiume Nera: il tricottero. Due le riproduzioni che uso volentieri su queste acque: una con il corpo in pelo di cervo bianco e un’altra in extendedbody in foam. Si possono lanciare anche con filo più sottile, ma raramente scendo sotto la misura del sedici/diciotto visto la taglia dei pesci presenti in questo fiume. La prima è costruita con un montaggio reverse: questo mi permette di farne uso quando pesco su tratti di fiume coperto dagl’ontani, roveti e salici. Dove è facile attaccare la mosca ad un ramo secco sporgente o un filo di rovo che non si sono visti perché magari si è messo a fuoco con lo sguardo soltanto l’area di fiume dove deve cadere la mosca. Le ali lunghe in cdc, l’hackle di gallo sono a protezione della curvatura dell’amo e questo ti permette di correre meno rischi di lasciare la mosca appesa a qualche rametto di rovo, che c’è sempre e non si stacca mai, od a qualche foglia di altro tipo. Ti sostiene, ti da coraggio e sicurezza nel rischiare qualche lancio più difficoltoso, dove per la presenza di molti impedimenti vicino alla superficie questo risulta più ostico. Ti aiuta a pescare nell’”infiascato”. La mosca non si attacca al rametto “galeotto”, ci rimbalza e torna indietro. Non ti fa perdere tempo o limita il disturbo che si da nel far rumore per cercare di staccare la mosca dalla vegetazione. Si pesca in più posti, più a lungo e meglio. Si perdono meno artificiali. Provare per credere. Mentre l’altra in foam ha un potere attrattivo incredibile e riesce a far salire dal fondo dei pesci che non avresti creduto che potessero osare tanto. Funziona anche a pattinare. Il temolo di taglia più grande della mia vita che ho catturato lo pescai con questa mosca molti anni fa in Unec. Mentre facevo pattinare sotto gl’alberi l’extended body salì deciso su questa mosca, come una trota. Mi adopero a fare spesso questo in Nera, è molto redditizio. Mi è capitato di vedere più di una volta salire la trota su questa imitazione mentre vicino a questa, a pochissima distanza nell’acqua c’era una dun vera, trasportata dalla corrente, od uno spinner che deponeva li a pochissima distanza. Hanno preferito l’imitazione in foam, mentre scendeva libera la corrente al posto della mosca naturale. <Che strane queste trote>:, direbbe qualcuno che conosco,<forse sono un po’ confuse>. Non gli piacciono le imitazioni che utilizzo. Forse. Nei tratti con acqua profonda dove non si vede attività spesso a farla attraversare la corrente ci si emoziona a vedere gl’attacchi violenti che le trote rivolgono a questo artificiale ( A Valle e Macenano). Entrambe le imitazioni sono riproduzioni di spinners. Ho potuto constatare che le trote del Nera dopo che hanno mangiato una subimmagine non disdegnano a salire anche su un insetto di uno stadio superiore. Probabilmente cambiando lo stadio dell’imitazione qualche risultato si potrebbe avere, non l’ho provato. Al momento non ne sento il bisogno. Comunque questi sono due artificiali ben collaudati che possono dare delle belle soddisfazioni quando si è certi della presenza dell’effimera regina, la Danica. Sappiamo tutti quanto sia difficoltoso rendere una imitazione di mosca galleggiante, di taglia grande, credibile agl’occhi delle trote. E’ molto difficile trovare una continuità nei risultati e ovviamente nelle catture. Una cosa è provare ad imitare e rendere appetibile un artificiale di taglia 16/18 un’altra cosa è avere qualcosa di veramente valido su amo 6/12 che non perda colpi, specialmente su acque difficili. Secondo me queste due “mosche” sono un bel punto di partenza, riescono in questo. I miei clienti possono certamente confermare quanto scrivo; dal momento che sono stati spesso anche i protagonisti di catture con le imitazioni suggerite in questo articolo. Poi come tutte le mosche valide non funzionano solo su un unico fiume, in questo caso il nostro amato Nera, ma anche su altri corsi d’acqua con tipologie di acque diverse. Tra poco comincia il periodo della serratela ignita, altra storia ed altre taglie di pesci, almeno fino a metà settembre. C’è sempre la speranza che nel frattempo ci sia una sciamatura di formiche alate, così da far saltare di nuovo tutti gli schemi. Chi sa, sarebbe bello!?  Grazie per l’attenzione . Grazie grande Nera.